Sant’Arpino

Pd: “Indennità di carica: questione chiusa!”

 SANT’ARPINO. “Siamo proprio imbattibili a rendere le cose semplici complicate!”. Così esordisce, in una nota, il Pd di Sant’Arpino sulla questione delle indennità.

“Il caso delle indennità, – continuano i veltroniani – sollevata in campagna elettorale dall’attuale Giunta, era chiarissima. Fu Alleanza Democratica, come da programma scritto e codice etico a sostegno, ad introdurre il tema della rinuncia da parte del sindaco, della rimodulazione per la Giunta, cioè gli assessori, ai quali si sarebbe dovuto dare un rimborso spesa e non l’indennità. A ciò si aggiunse il significativo apporto di Alleanza Nazionale che con propri manifesti sei metri per tre aveva promesso amministratori senza stipendio. La coalizione del Partito Democratico invece nella campagna elettorale sostenne che le indennità erano una prerogativa istituzionale, non andavano considerate uno spreco e alle stesse non si poteva e né si doveva rinunciare. Chi ha voglia di farlo lo può verificare andandosi a rileggere le innumerevoli dichiarazioni fatte nel periodo o anche a risentire gli interventi che si possono trovare nell’archivio di Pupia.tv. Ora il tema non è spreco si, spreco no! Il tema è impegni assunti e non mantenuti. Le indennità degli amministratori, che noi non abbiamo mai ritenuto uno spreco, ci costano, all’anno, esattamente 58.600 euro in più lordi! Per noi questo è l’unico dato su cui discutere. Ci sono molti ‘forumisti’ curiosi e, poiché richiesto, vogliamo accontentarli”.

A questo punto, il Pd elenca le indennità lorde previste per i componenti delle due Giunte:

Di Santo2509 – Savoia1254,5

Spanò 1380 – Del Prete690

Fioratti 1129 – Arena 564

Chianese 1129 – Brassotti 1129

Brasiello 564 – Di Monte564

Iorio 564 – D’Errico564

Zullo564 – Iavarone564

Lettera 1129 – D’Ambra1129

Il principio che regola l’ammontare delle indennità è il seguente: ai lavoratori dipendenti che non si mettono in aspettativa dal loro impiego l’indennità è ridotta del 50% e possono usufruire per l’espletamento dell’incarico di permessi retribuiti; ai liberi professionisti, agli imprenditori, commercianti e lavoratori autonomi l’indennità di carica spetta al 100%. Come si può comprendere è del tutto improprio parlare di sprechi quando ci si trova di fronte ad istituti che tendono a garantire l’esercizio della democrazia!Con tale precisazione ed integrazione riteniamo chiusa la questione sulle indennità di carica, che non aveva , da parte nostra, alcun intento polemico, né tantomeno demonizzare l’istituto ritenendolo uno spreco, ma ha voluto richiamare solo l’attenzione sul principale cavallo di battaglia dell’attuale amministrazione, assunto come impegno solenne e che, invece, con il caldo si è squagliato come neve al sole!

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