Italia

Verona, uccidono dipendente per riscuotere l’assicurazione

L'auto di Kosmin (Tg2)VERONA. Volevano incassare l’assicurazione sulla vita, questo il motivo per cui una coppia di italiani hanno ucciso un loro dipendente romeno.

Il corpo, carbonizzato, di Adrian Joan Kosmin, 28 anni, era stato ritrovato nella sua auto, una Rover 25, all’alba dello scorso 7 giugno a Cavaion Veronese nei pressi del casello di Affi. I due coniugi veronesi, Tancredi Valerio Volpi e Cristina Nervo, avevano inscenato il tutto affinché apparisse un suicidio. L’uomo, infatti, era stato narcotizzato in precedenza per poi essere trasportato nel luogo del ritrovamento a bordo della sua auto. I due hanno sistemato Kosmin sul sedile posteriore e lo hanno cosparso di benzina, inoltre, hanno lasciato una bomboletta di gas, quelle utilizzate per il campeggio, all’interno della vettura. Il 28enne romeno lavorava, a nero, da due anni presso la ditta di autotrasporti di proprietà della coppia. In cambio della regolarizzazione del contratto i proprietari dell’azienda avevo convinto Kosmin a stipulare una polizza sulla vita la cui unica beneficiaria era proprio la Nervo. Ad insospettire gli inquirenti è stato il fatto che nei polmoni del romeno non ci fosse alcun traccia di fumo, inoltre, vari testimoni hanno affermato che i due coniugi sarebbero state le ultime persone a vedere la vittima ancora in vita. Dopo un lungo interrogatorio sembra che la donna abbia confessato mentre il marito non ha ammesso l’omicidio. Volpi, 34enne, resta detenuto in carcere, mentre la Nervo, 31 anni, è agli arresti domiciliari poiché mamma di una bambino di 10 mesi.

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