Italia

Derivati, Finanza perquisisce quattro banche straniere a Milano

Guardia di FinanzaMILANO. Il nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano ha effettuato perquisizioni in quattro banche straniere del capoluogo lombardo.

Si tratta di Deutsche Bank, Ubs, JP Morgan e Depfa Bank. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Alfredo Robledo, riguarda il presunto reato di truffa aggravata ai danni del Comune di Milano nell’ambito di contratti sui cosiddetti “derivati”, una forma di indebitamento che ti permette di “assicurare il debito” ma, secondo molti, rischiosa, poiché si tratta di “scommesse di mercato”.

Sulla vicenda nelle scorse settimane era stato presentato un esposto da parte del Pd, all’opposizione in consiglio comunale, ma l’inchiesta della magistratura sarebbe antecedente.

Mercoledì scorso, il presidente del Consiglio comunale di Milano, Manfredi Palmeri, aveva annunciato che la presidenza del Consiglio comunale avrebbe conferito l’incarico a tre esperti esterni per un approfondimento tecnico-economico degli strumenti finanziari derivati utilizzati dal Comune di Milano dal 2005 a oggi.

Secondo l’esposto del Partito democratico, la Corte dei conti stima in 250 milioni di euro le perdite per la città, dopo un guadagno nell’immediato di 106 milioni.

La Procura vuole accertare se le quattro banche con cui il Comune ha stipulato un contratto per la collocazione dei titoli di credito comunali abbiano violato lo stesso contratto intascandosi milioni di euro indebitamente sottratti alle casse comunali. Quando il Comune di Milano ha emesso le obbligazioni sul proprio debito non dovevano esserci costi “impliciti”, ossia delle perdite, mentre le quattro banche avrebbero recuperato circa 74 milioni di euro, chiedendone ancora altri. Una situazione in cui verserebbero molti altri comuni, grandi (come Roma) e piccoli, che si trovano esposti con le banche per aver intrapreso tali operazioni che sembravano essere la soluzione per sistemare le casse degli enti.

Il decreto legge della Finanziaria, approvato dal governo, prevede proprio il blocco dei derivati per Regioni ed enti locali fino a quando non saranno approvate nuove regole dal ministero dell’Economia.

“La Corte dei conti ha già segnalato da anni il fenomeno dei prodotti derivati denunciandone il pericolo”, ha detto Furio Pasqualucci, procuratore generale della Corte.

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