Italia

Berlusconi: “Nessuna marcia indietro sull’immigrazione”

BerlusconiROMA. “Sull’immigrazione non ho fatto alcuna marcia indietro. I giornali che hanno scritto oggi sono in malafede. Ho espresso una mia opinione personale che avevo già espresso anche nel Consiglio dei ministri, tanto che questa norma che era prevista nel decreto, è stata inserita nel ddl e andrà al vaglio del Parlamento”.

Ad affermarlo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Parole durissime quelle espresse dal premier in conferenza stampa subito dopo il vertice Italia-Egitto. “Sul reato di clandestinità non ho fatto nessuna marcia indietro. Ho espresso una mia opinione personale che avevo già espresso nell’ambito del Consiglio dei ministri e proprio per un mio intervento questa norma che era prevista nel decreto legge è stata inserita invece nel disegno di legge e sottoposta al vaglio del Parlamento anche per un approfondimento sulla sua concreta fattibilità”, risponde Berlusconi alle diverse domande fatte dai giornalisti. Proprio tali dichiarazioni, pronunciate ieri dal Cavaliere al termine dell’incontro con il premier francese Sarkozy, hanno creato clima di malcontento nella Lega. “La norma – ha replicato il Berusconi – è stata volutamente scritta in forma generica e sarà sottoposta all’approfondimento del Parlamento, come era nella mia volontà di presidente del Consiglio, che ne ha discusso con gli alleati, che ha firmato il disegno di legge. Quindi non c’è stata nessuna marcia indietro, dispiace che si continui in questa moda di fare un caso da ciò che caso non è, mettendo da parte l’opera importante che il governo sta facendo”. Il premier durante il suo discorso tiene a precisare che: “è un fatto che non ha nessuna concretezza immaginare che se arrivano mille clandestini in un giorno si possano processare e mettere in carcere tutti”. Secondo il premier una delle possibili soluzioni in grado di arginare il problema dell’immigrazione in Italia potrebbe essere “la costruzione di scuole nei Paesi arabi che affacciano sul Mediterraneo”, soluzione che porterebbe questi cittadini a raggiungere un buon livello lavorativo per poi essere più facilmente inseriti nel mondo professionale italiano.

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