Esteri

Macedonia, elezioni tra scontri e brogli

Nikola GruevskySKOPJE (Macedonia). Le elezioni parlamentari anticipate hanno provocato una serie di scontri nel paese balcanico.

Il voto serviva al rinnovo del Parlamento monocamerale ma era anche un banco di prova per questo Paese che si apprestava ad entrare a far parte dell’Unione Europea. Purtroppo si sono verificati diversi episodi di violenza che hanno provocato un morto e circa nove feriti. Gli scontri si sono verificati nei villaggi di Aracinovo e Gurgurnica dove è stato sospeso il voto. Ad Aracinovo, secondo le ricostruzioni della polizia, il conflitto è stato scatenato dal fuoco di un commando armato a cui loro hanno risposto. Ma Shefik Duraku, ufficiale locale del partito albanese ‘Unione democratica per l’integrazione’, riferisce di essere stato bloccato da un gruppo di poliziotti in borghese che hanno iniziato a sparare. Il voto a Gurgurnica, invece, è stato interrotto perché alcuni uomini si sono presentati nei seggi armati di mitragliatrici. Episodi di disordine si sono verificati anche a Cair, quartiere di Skopje, e a Saraj, località a nord della capitale. Il capo della commissione elettorale Jovan Josifovski ha riferito di aver ricevuto molte denuncie per presunti brogli elettorali: “Dopo le elezioni del 2006, valutate in modo ampiamente positivo, devo esprimere il mio dispiacere e la mia preoccupazione perché quest’anno abbiamo avuto delle elezioni difficili e un grande numero di incidenti”. Anche Agim Krasniqi, comandante dell’esercito nazionale albanese divenuto famoso nella ribellione del 2001, è stato arrestato dalla polizia macedone durante gli scontri. I due partiti principali del Paese, Dui e Dpa, si contendono il voto della minoranza albanese e sono in contrasto dal 2006 quando il Dui, che possedeva la maggioranza del voto etnico, è rimasto fuori dalla coalizione di governo per lasciare il posto al Dpa.

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