Caserta

Bancarotta fraudolenta: domiciliari per Massimo Alois

Guardia di FinanzaCASERTA. Bancarotta fraudolenta, questa secondo gli uomini delle Fiamme Gialle l’accusa mossa a carico dell’imprenditore Massimo Alois, fratello del vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici di Caserta, Gianfranco Alois,che attualmente si trova agli arresti domiciliari.

Un vero e proprio parco condominiale, con annesse ville, che doveva sorgere in seguito all’abbattimento di due edifici risalenti all’epoca borbonica, in prossimità delle colline casertane. Per compiere l’operazione, che avrebbe fruttato diversi milioni di euro, Alois si era affidato a commercialisti ed avvocati di nota fama, bravissimi a gestire un fallimento, quello delle seterie Alois srl davvero particolare. Infatti, nell’operazione della Guardia di Finanza guidata dal comandante provinciale, colonnello Francesco Mattana sono emerse misure interdittive, che variano dall’obbligodi dimora al divieto di esercitare cariche amministrative e pubbliche, anche per Catello Curci di Maddaloni,commercialista , residente in via Giotto a CasertaAnthony Lettieri, commercialista di Sessa Aurunca, Claudio Casaro, Enrico Santillo, commercialista di Santa Maria Capua Vetere, per il romano Andrea Sabelli, per la commercialista di Sondrio RosariaScaccabeo, per Mario Margiulo di Napoli e per Raffaele Aglione di Caserta. Non a caso la Nova srl ( la società nata dal fallimento Alois ) aveva acquistato le ex seterie con un contratto posto in essere dall’avvocato Carlo Irace. Il fabbricato era poi passato dalla Nova srl alla Della Gatta Costruzioni, di cui è titolare il sanciprianese Massimo Della Gatta, che oltre ad essere cognato di Gianfranco Alois,è fratello di Nino della Gatta ex presidente dell’Unione Industriali di Caserta. L’azienda di Alios aveva in un primo momento sede nell’area industriale di Carinaro, poi successivamente fu spostata, secondo gli inquirenti,in maniera fittizia nello studio della commercialista di Lecco Rosaria Scaccabeo.In questa manovra, secondo l’accusa, la valutazione sarebbe stata volutamente abbassata e la compravendita non a caso sarebbe avvenuta nell’area di due specifiche aziende la Nova srl e la Della Gatta Costruzioni, insomma tutto in famiglia. L’operazione costiuisce, sempre secondo le indagini, parte del pregiudizio patrimoniale subito dai creditori del fallimento della Nova srl.

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