Campania

Camorra: ucciso il pentito Michele Orsi

carabinieriCASAL DI PRINCIPE (Caserta). Un uomo di 47 anni, Michele Orsi, è stato ucciso quest’oggi a Casal di Principe, in provincia di Caserta. La vittimasi trovava in corso Dante nei pressi del “Roxy Bar” quando è stato raggiunto dai sicari che gli hanno esploso contro diversi proiettili all’addome e alla testa.

Nei mesi scorsi fu coinvolto, insieme col fratello Sergio e ad altre persone, nello scandalo del Consorzio Eco 4, attivo nello smaltimento dei rifiuti in diversi comuni del basso Casertano. Secondo l’accusa, l’imprenditore avrebbe favorito il clan dei Casalesi con il pagamento di tangenti e, nello stesso procedimento, sarebbe invece stato vittima di estorsioni (nella qualità di gestore dell’Eco 4) da parte del gruppo dei La Torre di Mondragone. Giànegli ultimi tempi Orsi aveva subito delle intimidazioni per le dichiarazioni che aveva fatto davanti al giudice, in fatto di rifiuti in Campania. Durante il periodo pasquale vennero esplosi diversi colpi di fucile verso il figlio che stava rincasando. Fortunatamente rimase illeso: i proiettili si conficcarono nel portone della sua abitazione. Il procuratore aggiunto di Napoli Franco Roberti, coordinatore della Direzione distrettuale antimafia, ha dichiarato: “E’ un salto di qualità della strategia dei Casalesi l’attacco ai soggetti che collaborano per contrastare i clan”. Michele Orsi lascia la moglie e quattro figli.

Il delitto è avvenuto a poche ore di distanza dal pellegrinaggio organizzato dall’associazione “Libera” al cimitero di Casal di Principe sulla tomba dell’imprenditore Domenico Noviello. Con questo omicidio la camorra conferma di aver lanciato una vera e propria sfida allo Stato. Nel giro di 15 giorni sono stati uccisi il 69enne Umberto Bidognetti, padre del pentito Domenico Bidognetti (alias bruttaccione), e lo stesso imprenditore Noviello a Castel Volturno, che aveva denunciato i propri estorsori. Incendiata ancora la fabbrica di materassi a S. Maria Capua Vetere di Pietro Russo, presidente dell’associazione antiracket casertana, e l’agguato teso a Villaricca a Francesca Carrino, nipote di Anna Carrino, attuale collaboratrice di giustizia ed exmoglie del boss Francesco Bidognetti (alias Cicciotto e mezzanotte), sopravvissuta per miracolo.

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