Aversa

Rifiuti, Ciaramella scrive a Bertolaso per chiarimenti sul decreto

Domenico CiaramellaAVERSA. Con una missiva indirizzata al sottosegretario Guido Bertolaso, al Capo Missioni dei Consorzi, Marcello Fiori, ed al commissario per l’emergenza rifiuti De Gennaro, il sindaco Ciaramella ha chiesto precisazioni in merito alle attuazioni delle disposizioni del decreto sull’emergenza rifiuti approvato dal governo.

“Questo Ente gradirebbe conoscere se è corretto prevedere ed intraprendere un nuovo rapporto contrattuale con il Consorzio GeoEco s.p.a. attuale gestore del servizio di igiene urbana, atteso che nel breve periodo tale soggetto potrebbe non essere più il legittimo interlocutore, essendone stato previsto lo scioglimento. Tale incertezza impedisce dunque l’approvazione di un nuovo contratto di servizio e determina un inevitabile rallentamento delle procedure amministrative volte alla compiuta attuazione del cronoprogramma allegato al piano di raccolta differenziata, approvato lo scorso 10 marzo. Anche ai fini della prevista obbligatoria attivazione della raccolta differenziata presso le sedi della pubblica amministrazione, della grande distribuzione, delle imprese e dei mercati all’ingrosso e ortofrutticoli, appare opportuno evidenziare, ancora una volta, che ad oggi permangono le difficoltà di conferimento dell’umido stante la indisponibilità di impianti ove conferire la frazione organica”. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, in tema di emergenza rifiuti in Campania, quindi, non chiarisce totalmente il da farsi e delle prossime attività in tema di rifiuti. Mercoledì, alle ore 18, se ne discuterà nel corso dell’Unità di Crisi per l’emergenza rifiuti convocata dal primo cittadino.

Anche il presidente del consorzio Ce2/GeoEco, Isidoro Orabona, nei giorni scorsi ha scritto al premier Berlusconi e al sottosegretario Bertolaso per chiedere delucidazioni sullo scioglimento dei consorzi previsto dall’ultimo decreto legge approvato lo scorso 23 maggio. All’articolo 11, comma 8, infatti, il decreto parla dei consorzi di bacino delle provincie di Napoli e Caserta “sciolti e riuniti in un unico consorzio” e, nel contempo, “affida la gestione ad un soggetto da individuarsi con successivo provvedimento del Sottosegretario di Stato”. Pertanto, anche in vista della gestione quotidiana, di ordinaria e straordinaria amministrazione, Orabona ha chiesto di sapere se lo scioglimento è da considerarsi con decorrenza immediata dalla pubblicazione del decreto oppure se è necessario attendere un atto formale di scioglimento e riunione in un unico consorzio. “Nell’ipotesi di scioglimento ex lege, – scrive Orabona, che a suo parere sembra l’unica interpretazione possibile – chiediamo di conoscere se è necessario avviare una procedura interna di liquidazione del consorzio o che tipo di adempimenti sono richiesti come prodromici alla concretizzazione delle disposizioni di cui al citato art. 11, comma 8; ovvero, ed ancor prima, quali poteri spettano agli organi che compongono la struttura organizzativa del consorzio sciolto ex lege”. Orabona si chiede: “Continua ad operare legittimamente l’assemblea dei soci o, per effetto di una sorta di fusione per incorporazione, i soci del consorzio sciolto diventano membri di una nuova assemblea con partecipazione, evidentemente rivista nelle proporzioni, all’interno del nuovo ed unico mega-consorzio? E quali poteri spettano al Consiglio di Amministrazione? Solo poteri di ordinaria amministrazione ovvero tutti i poteri connessi ad una gestione che non risente dello scioglimento ex lege?”. In conclusione, Orabona auspica una sollecita risposta dalle autorità interessate, al fine di “poter, senza indugi e con consapevolezza, continuare ad operare per contribuire alla soluzione della crisi dei rifiuti in Campania”.

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