Aversa

GeoEco, dipendenti in stato di agitazione

 AVERSA. Consorzio GeoEco sull’orlo del fallimento. Questo è il quadro emerso stamattina in una nutrita conferenza stampa tenuta da alcuni rappresentanti degli oltre 60 dipendenti.

Portavoce ufficiale Salvatore della Vecchia, della sigla sindacale Cisal di cui è coordinatore Mimmo Merolla. Un fiume in piena Della Vecchia, che non ha tralasciato commenti duri nei confronti dell’attuale amministrazione del consorzio affidata ad Isidoro Orabona. “Si cominciasse l’indagine dai pesci grossi, i dirigenti e gli impiegati di primo livello, invece di prendersela con i pesci piccoli”, ha esordito. Ma punto focale dell’incontro è senza dubbio l’azione legale che i dipendenti stanno per promuovere nei confronti dell’intero consorzio. Sono pronti a chiedere dai 50mila ai 100mila euro di risarcimento danni per truffa ed appropriazione indebita. Questi i fatti: sin dal 2001 i singoli dipendenti hanno acceso, in maniera personale e soggettiva, mutui o semplici prestiti alle varie finanziarie garantendo la cessione del quinto dello stipendio. Ora le stesse finanziarie, come la legge prescrive, si sono rivolte al Consorzio per ottenere il nulla osta sul prelievo mensile. Con il passare del tempo coloro che avevano chiesto il prestito si sono visti arrivare, con grande stupore, da parte degli avvocati delle finanziarie, un’azione di recupero credito per versamenti non effettuati. Cosa era successo? Semplice, il Consorzio pur prelevando mensilmente la quota stabilita non la riversava alla finanziaria creditrice. Insomma, i soldi dai dipendenti li prendeva, ma non li versava poi alle finanziarie. “Grazie a questo giochetto – ha continuato della Vecchia – noi siamo diventati insolventi. Per cui se oggi vogliamo, puta caso, comprare un televisore a rate la nostra richiesta ci viene respinta perché cattivi pagatori”. Dunque, oltre il danno la beffa. Inoltre, sembra che lo stesso giochetto venisse fatto con gli abbonamenti annuali alla squadra di calcio Aversa Normanna. Le quote mensili venivano trattenute dagli stipendi, ma la dirigenza della squadra non ha visto mai una lira. Ma dove finivano questi soldi? Secondo il racconto di Della Vecchia sarebbero serviti a coprire i debiti dello stesso consorzio ed a garantire lo stipendio ai neo assunti, ed altri debiti maturati nel corso degli anni. Il sindacalista risponde anche alle accuse mosse, da parte del presidente Orabona, di inefficienza nello svolgimento del servizio. “Giusto è che chi non lavora debba essere licenziato – ha ribadito Della Vecchia – Ma bisogna che ci diamo gli strumenti per lavorare. Poco personale e altrettanto pochi macchinari. La prossima settimana occuperemo la sede di Teverola e lo faremo fuori dall’orario di lavoro. Questo per dimostrare quanto teniamo alla città”.

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