Trentola Ducenta

Ecoballe, le denunce che avevamo fatto

TRENTOLA DUCENTA. Lo “scandalo”, ed è meglio virgolettarlo, delle ecoballe, quello di cui oggi ci si accorge a livello nazionale, è stato per la nostra intera comunità un fatto notorio fin dagli inizi.

Chi non ricorda quando accaduto da settembre 2007 ed anche prima a Taverna del Re, il “cimitero vivente” di quattro milioni di ecoballe. I tanti camion marcati “Drive Beer”, che, a proposito, ho rivisto in lunga fila sulla Salerno-Caserta domenica scorsa, questa domenica 25 maggio 2008, all’altezza di Mercato San Severino, direzione nord, chissà dove ancora vanno a scaricare le loro fetenzie, che ci hanno rovinato un’estate ed un autunno intero, erano proprio quelli di cui si parla oggi. Camion che portavano ecoballe che di ecologico avevano proprio poco, anzi trasudavano percolato a migliaia di litri e tonnellate, miscugli di schifezze varie, trattate come balle ecologiche da depositare solo per “qualche” giorno a Taverna del Re, per poi nel giro di pochi mesi rimettere tutto a posto.

Ne eravamo sicuri allora, quando con il sindaco Nicola Pagano e l’amministrazione tutta presente, maggioranza e minoranza, andammo a presidiare Taverna del Re, a firmare le denunce civili di tanti cittadini, insieme alla gente di Giugliano, Lago Patria, Villaricca, Parete e via dicendo. Demmo vita a volantinaggi, un Consiglio Comunale aperto, tante protesta, la lunga marcia da Ischitella alla Taverna del Re.

Sentivamo la puzza, il tanfo che si alzava verso sera delle “ecoballe” che ecologiche proprio non erano. Quel tanfo talvolta ancora si sente. Oggi quelle denunce, anche quelle, fanno le vittime illustri di un sistema che è sempre stato bacato e che non ha mai tentato di diventare limpido, trasparente, visibile a tutti, ma tanto cosa ci si poteva aspettare da chi trattava di monnezza?

Non vogliamo, né ci interessa sostituirci ai magistrati, ma in quei giorni di lotta lo Stato era contro di noi, lo Stato con i suoi uomini in divisa difendeva le “ecoballe” e quei tanti, troppi delinquenti che da sempre hanno campato su questo grande affare. Lo Stato ci caricava e ci regalava manganellate, una di quella la prese mia moglie su di un gomito e non fu certo bello.

Oggi gli stessi uomini di questo Stato a più facce, vanno a mettere in galera quelli che direttamente o indirettamente gli davano ordini per difendere la “purezza” di Taverna del Re.

Oggi la magistratura ci dice che le ecoballe non erano piene di rifiuti selezionati ed inerti, ma era quella grande “chiavica” in cui ci hanno costretto a vivere. Potremmo dire troppo tardi, visto che allora come oggi, la politica che doveva esserci non c’è, ma invece ci fa piacere dire, “menomale” forse si potrà andare avanti.

Nel frattempo, cosa sarà del grande cimitero di finte ecoballe che ci troviamo fuori casa? Ancora una volta ci diranno che non c’è nulla da temere? Ancora una volta ci rassicureranno dicendoci che sono pronti ad affidare la bonifica, magari proprio a chi quei terreni aveva permesso di offendere ed avvelenare?

Occhi aperti signore e signori e pronti a difendere quel brandello di civiltà che ancora ci resta.

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