Italia

Raid contro extracomunitari: condanna di Alemanno

una vetrina rotta al quartiere Pigneto di Roma (foto Repubblica.it)ROMA. Al grido di “sporchi stranieri” e “bastardi” un gruppo di ragazzi ventenni, con volti coperti da foulard macchiati da una svastica, guidati da un uomo sulla cinquantina, ha preso d’assalto alcuni negozi del quartiere Pigneto di Roma gestiti da extracomunitari.

I teppisti hanno danneggiato due negozi di alimentari, un call center e infranto la vetrata di un’abitazione. Un uomo originario del Bangladesh è stato anche picchiato con un bastone. Nel mirino dei balordi anche il 24enne gay Cristian Floris, conduttore del portale DeeGay.it, aggredito durante la notte da due persone che lo attendevano sotto casa perché “colpevole” di occuparsi di tematiche omosessuali. Sbattendogli la testa contro il muro ed insultandolo, gli aggressori gli hanno intimato di “stare zitto”. Per il giovane “è tutta colpa del clima che respiriamo in questi ultimi tempi”.

Episodi che hanno generato un clima teso negli ambienti politici. Nel pomeriggio di domenica, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si è recato al quartiere Pigneto, definendo quanto accaduto come “atti di una gravità inaudita che mi lascia sdegnato e che non passerà sotto silenzio”. “Qualsiasi sia stata la motivazione di questa aggressione, – ha aggiunto Alemanno – va condannata con fermezza e i responsabili devono essere assicurati alla giustizia”.

Il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, commenta: “L’ondata di intolleranza e omofobia che stiamo registrando in questi giorni assume, nel caso specifico, anche i connotati di un tentativo di limitare la libertà di espressione di un operatore delle comunicazione. – ha concluso Marrazzo – Lo sforzo di tutti, istituzioni in primis, deve concentrarsi sul ripristino tempestivo delle migliori condizioni del vivere civile e perseguendo secondo la legge i responsabili di simili gesti”. “Si parla tanto di fermezza dello Stato, io chiedo che si eserciti per stroncare questa violenza, di matrice neonazista, che è una vergogna per uno Stato ed un Paese civili”, ha detto Massimo D’Alema.

Ad intervenire anche il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, in questi giorni protagonista della polemica per la mancata concessione del patrocinio alla marcia del Gay Pride. “Da parte mia garantisco il pieno impegno e sarò sempre in prima fila per difendere chiè discriminato, quando c’è vera discriminazione. Ho sentito Floris e gli ho manifestato tutta la mia solidarietà”. La Carfagna, tuttavia, non cambia idea sul patrocinio al Gay Pride: “Il Gay pride propone una visione caricaturale di un mondo che invece ha esigenze reali e che vanno affrontate con grande serietà”.

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