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Moscati: Rosato spara a zero su Montemarano

Mimmo RosatoAVERSA. La visita a sorpresa dell’assessore regionale alla sanità fatta il 12 maggio all’ospedale Moscati non risolve i problemi in cui si dibatte il nosocomio.

Né gli impegni assunti da Montemarano per un rilancio futuro – impegni che vale la pena ricordare erano stati assunti anche dai suoi predecessori a partire da Raffaele Calabrò, assessore regionale alla sanità targato Forza Italia, o la riapertura ai ricoveri del reparto di pediatria avvenuta il 26 maggio, dopo oltre quaranta giorni dalla chiusura del 14 aprile imposta da carenze igienico-stutturali, bastano a spegnere le polemiche sulla qualità di assistenza fruibile nel presidio. Soprattutto in considerazione del fatto che la chiusura ai ricoveri della pediatria poteva essere davvero parziale, limitando il danno creato all’utenza che fa capo al Moscati che garantisce ogni mese oltre 2 mila interventi di pronto soccorso pediatrico, parte dei quali, sia pure una parte piccola in percentuale, avrebbero avuto necessità di ricovero.

Per il consigliere comunale Mimmo Rosato, candidato sindaco da Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, sarebbero bastati pochi posti letto all’interno del Moscati per evitare a pazienti e parenti disagi e preoccupazioni legati al trasferimenti in altro presidi. Posti che erano stati individuati dal consiglio dei sanitari e ufficializzati dalla direzione sanitaria del Moscati in una nota del 16 aprile, ma che non sono mai stati attivati. Un punto nemmeno sfiorato dall’assessore che il 12 maggio ha parlato del passato e del futuro dell’ospedale dimenticando il presente. “Infatti – dice Rosato, l’unico politico locale che abbia fatto una analisi del blitz dell’assessore – in una riunione dei primari svolta il 15 aprile la direttrice Molese aveva trovato una soluzione, sia pure transitoria, applicabile mentre si svolgono i lavori disposti a seguito dell’ispezione che ha originato la chiusura del reparto. Dimostrando l’intenzione di voler offrire comunque un servizio che, altrimenti, sarebbe venuto a mancare. Però, il fatto che quella soluzione non sia poi diventata operativa, lascia perplessi e rimanda a un clima di tensioni e contraddizioni che evidentemente esiste nell’ambito dell’ospedale”.

“Contraddizioni – aggiunge – che si manifestano anche nella considerazione che la chiusura del reparto era avvenuta lasciando aperto e funzionante il nido che non poteva non risentire di lavori che prevedevano interventi anche su soffitto e controsoffitto. Possibile che quei lavori siano stati compatibili con le esigenze dei neonati ricoverati?”.

“Tutto questo – continua Rosato – impone di chiedersi se non ci sia al di sotto una dimensione di interessi che, se ci fosse, ci preoccuperebbe moltissimo”. “Quanto alla venuta di Montenarano, l’assessore – aggiunge – si presenta ‘a sorpresa’ informando però tutta la stampa, dato che le cronache dei quotidiani del giorno successivo riportavano il resoconto di una specie di conferenza stampa, e vuole rendersi conto direttamente dei problemi del nosocomio. A parte il fatto che penso che l’assessore sappia o debba sapere da tempo quali sono le condizioni del presidio, mi meraviglia che non sia venuto prima”.

“Anche perché – continua Rosato – la precedente direttrice dall’Asl Ce2 era espressione della giunta della quale l’assessore fa parte e a lei vengono attribuiti una serie di errori, di problemi anche difficili da risolvere. E’ un modo di fare che mi lascia perplesso”.

“Credo – conclude l’esponente della Sinistra – che da parte di questa giunta regionale, quindi anche dell’assessore Montemarano, non siano stati espressi tutti gli interessi necessari al Moscati. Non vorrei pensare che si intendano favorire strutture di tipo diverso. Noi crediamo, io credo e la mia parte politica crede nel servizio pubblico e credo che l’ospedale di Aversa debba essere quello che merita di essere, vale a dire un presidio capace di offrire servizi forti ad una popolazione che ha bisogno di questa struttura, in questo territorio”.

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