Trentola Ducenta

L”Italia sul Due e i pregiudizi su immigrati dell”agro aversano

 TRENTOLA DUCENTA. Sono stato contattato lunedì scorso dallo staff di Italia sul Due per prendere parte alle riprese di una troupe inviata ad Aversa, allo scopo di dare il parere quale responsabile dello Sportello Immigrazione di Trentola Ducenta.

La troupe era stata inviata (almeno così mi era stato detto) dalla popolare trasmissione di Rai Due per parlare dell’immigrazione ad Aversa e nell’Agro, ma in realtà lo scopo della redazione milanese era basarsi sui dati di una legale (poi apparsa in studio) su fantomatiche separazioni causate da fameliche donne dell’est.

Credevo fosse possibile parlare della realtà dell’immigrazione slava nella nostra zona ma devo scusarmi per come poi siano apparsi gli avvenimenti con le comunità di Polonia, Russia e Ucraina presenti sul territorio, ai quali legami di studio e di affetto mi stringono a loro, avendo modo di confrontarmi quotidianamente per ragioni di studi con la loro storia e cultura. Gente molto solidale, sincera, onesta e lavoratrice, che spesso ha lasciato una dura realtà (in Ucraina il salario di un medico è di 120 euro) per provare a costruire qualcosa qui, lontani dalle proprie terre.

Nonostante avessi spiegato come i fantomatici divorzi in realtà appartenessero ormai nella maggioranza dei casi alla leggenda, e che sono in aumento sì i matrimoni misti, ma tra persone coetanee, e che i pregiudizi diffusi artatamente nascondono la verità di una vita molto dura per i migranti provenienti dai paesi dell’ex-URSS, tutto questo è stato semplicemente tagliato via dal servizio, così come le numerose testimonianze dei passanti che non concordavano con la tesi cardine del programma. Perché mai nessuno parla dei manovali ucraini,maghrebini,moldavi pagati con somme irrisorie nei cantieri del boom edilizio aversano? Perché nessun programma televisivo parla di come è difficile per una ragazza barista avere qualcuno che le metta i documenti in regola, senza dover tremare di fronte all’apparizione di una divisa? Forse non fa audience per il pubblico a caccia dello scoop piccante, della badante sexy modello Laura Antonelli in Malizia.

Nessuno parla di come le badanti di fatto siano l’unica possibilità di assistenza agli anziani in un’Italia senza stato sociale, né ad alcun opinionista televisivo salta in testa di fare una “docu-fiction” sul lavoro di una badante, un lavoro duro, che prevede anche la pulizia dell’assistito, e che lascia liberi solo il giovedì pomeriggio e la domenica. E mi sarebbe piaciuto sentire dall’avvocato ospite nel colorato studio di Italia sul Due dei tanti incidenti sul lavoro capitati a immigrati e occultati come banali cadute dalle scale, dei documenti mai fatti da parte dei padroni, dei ricatti veri e propri a cui sono costrette le lavoratrici.

Invece no, via alla solita solfa dei ritrovi “osè” nelle piazze del Casertano, che però non sono suffragati da alcun dato reale. Quest’avvocato è riuscito a spendersi molto male il suo quarto d’ora di celebrità, accusando non solo le slave,ma anche le cubane di essere troppo facili…insomma, la fiera degli stereotipi!

Il lavoro che a Trentola Ducenta stiamo provando a fare come Sportello Immigrati è ancora agli inizi ma già ha qualche successo: forniamo assistenza in russo e presto anche in arabo e polacco, abbiamo un contatto settimanale con le ambasciate di Ucraina e della Federazione Russa, diamo indicazioni di ogni tipo che siano possibilmente vicine all’utenza. Sinora ci appoggiamo presso l’Informagiovani comunale, senza avere una nostra struttura, e svolgiamo il nostro lavoro da “veri” volontari, senza percepire alcuna somma.

Grazie anche agli amici dell’associazione “Senza Voce” di Aversa riusciamo anche a fornire assistenza legale gratuita ai migranti per rinnovare permessi e documenti…Ma questo non fa audience, volete mettere mesi di lavoro con una scappatella, o le condizioni di vita di un manovale con qualche bella storiella piccante? Gli stereotipi sui migranti sono ormai una vera e propria offesa all’intelligenza umana, anche perché i dati che avevo fornito al programma non sono stati minimamente citati, come anche l’aumento di unioni miste non tra il vecchio ottantenne e la giovane arrivista slava trentenne, ma tra persone comuni,che si amano e hanno deciso di vivere la propria vita assieme. L’Italia è un paese multietnico, e a qualcuno può anche piacere o meno,ma è così.

La retorica falsa della purezza del sangue,della cultura e dei valori non può non far correre il pensiero a esperienze passate e terribili, e spesso nasconde una profonda ignoranza: non riesco a capire perché le culture che hanno espresso Avicenna, Averroè, Gogol’, Dostoevskij, Tolstoj, Shevchenko, Mickiewicz e tanti altri debbano essere inferiori alla nostra e perché l’incontro fra diverse civiltà debba essere ridotto semplicemente a questioni da voyeur.

Tra l’altro è curioso notare come in Polonia, in Russia, in Ucraina, si studiano Dante,Petrarca, i classici latini, mentre da noi alzi la mano chi conosce Aleksandr Pushkin o Vladimir Majakovskij. Non possiamo permettere la diffusione di idee dal sapore xenofobo e razzista e di stereotipi volgari senza alcuna reazione. Lo spirito di confronto con le culture “altre” dovrebbe essere improntato alle parole fatte recitare da Dante ad Ulisse nel XXVI canto dell’Inferno: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza.

Ne approfitto per proporre a Pupia.tv un’inchiesta sull’immigrazione nell’Agro aversano, una vera indagine giornalistica in grado di far emergere le peculiarità delle comunità presenti sul territorio, come già assieme abbiamo fatto seguendo la visita del metropolita Kirill di Smolensk e la celebrazione eucaristica della Pasqua polacca.

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