Sant’Arpino

Cittadini pro-Savoia: “Quando le critiche non hanno fondamento”

Giuseppe SavoiaSANT’ARPINO. Riceviamo e pubblichiamo un documento a cura del “Comitato cittadini di Sant’Arpino per Savoia sindaco”.

C’è un dato comune che colpisce nelle critiche che si fanno al sindaco uscente Savoia, ricandidato con la lista del Partito Democratico alle prossime elezioni comunali di S.Arpino per una riconferma, che noi cittadini del centro storico, delle periferie e dei tanti agglomerati costituiti da cittadini provenienti dai comuni confinanti con la cittadina atellana auspichiamo e sollecitiamo. Una conferma che auspichiamo e sollecitiamo in base a delle riflessioni maturate soprattutto sulla base delle critiche mosse senza fondamento al primo cittadino di Sant’Arpino.

Le critiche mosse al sindaco Savoia sono di questo tipo:

È un antidemocratico! Allora uno tenta di ragionare e chiede esempi di una tale accusa. L’argomento dell’accusa è che decide tutto lui. Allora uno continua nel ragionamento e cerca di capire se la decisione è assunta in modo autoritario non tenendo conto delle motivazioni altrui ( tra l’altro sarebbe anche impossibile dato il sistema di regole amministrative che disciplinano la materia). Non c’è una risposta a tale obiezione, ma te la lasciano intravvedere nel senso che (dicono gli accusatori) Savoia sarebbe bravo a crearsi maggioranze. Se cosi fosse, l’accusa non dovrebbe essere quella di antidemocratico, perché in democrazia contano le idee ed i numeri. Se Savoia, attraverso le idee ,riesce ad avere anche i numeri applica un concetto di democrazia basato sul confronto delle idee e della forza che dalle idee ne consegue! Peraltro la legge per l’elezione diretta del sindaco si basa su di un rapporto di reciprocità: il sindaco, con le sue dimissioni irrevocabili, può determinare lo scioglimento del Consiglio Comunale; undici consiglieri comunali possono sfiduciare il sindaco e determinare lo scioglimento del Consiglio comunale. Come si osserva c’è un bilanciamento paritario dei poteri! Allora, ecco scattare l’altra accusa: ma così facendo si fa del trasformismo. L’obiezione è che la prima operazione di trasformismo la fa chi lascia la maggioranza in cui è stato eletto e, quindi, il sindaco, se ritiene di continuare ad amministrare, si avvale dei legittimi poteri della democrazia, che è confronto, non dimentichiamolo, per acquisire consensi al programma che intende continuare a portare avanti;

Allora l’accusa diventa un’altra: il sindaco fa tutto questo mediante una gestione familiare. Non regge tale accusa in via generale, perché nessuno sarebbe così poco accorto da sostenerti e per farti fare una gestione familiare. Senza dire che Savoia in cinque anni di sindacatura non ha dato neanche un solo incarico ad un proprio familiare. Neanche al fratello, tirato in ballo a sproposito, in quanto non c’è un provvedimento, uno solo, che si possa attribuire alla responsabilità diretta del sindaco. Mentre nella lista e tra i sostenitori ci sono politici che hanno pensato soprattutto a sistemare se stessi!

Si, anche volendo concedere che sia così – sostengono gli accusatori del sindaco – comunque non ha amministrato nell’interesse del Paese. Dunque, solo per limitarci ad alcune poche cose, uno che realizza e completa la rete di gas metano, che avvia concretamente, facendo arrivare finanziamenti comunitari ed altri, il recupero del Municipio storico di Atella di Napoli e del relativo Parco archeologico, che riesce a fare Accordi di Programma per realizzare la Circumvallazione per decongestionare il traffico cittadino, che riesce a fare l’ampliamento del cimitero con il sistema dell’autofinanziamento ed a costi molto più ridotti di Comuni confinanti, ha operato per l’interesse dei cittadini oppure no? Si, sostengono sempre gli accusatori del sindaco, ma sono opere pensate e progettate da altri. Per la verità, si tratta di opere, per l’appunto, dagli altri solo pensate!

A questo punto, gli accusatori non reggono più e sbottano: è un arrogante!

Quindi l’accusa che si fa al sindaco non è un’accusa sulla gestione, per la quale si possono anche avere dei legittimi dispareri. E si tratta pur sempre di una gestione che può ritenersi complessivamente positiva sotto tutti gli aspetti: le reti infrastrutturali, i servizi, le politiche per l’infanzia, per la scuola, l’avvio, e in qualche misura già in atto, della ‘Nuova Sant’Arpino’, l’attenzione ai giovani, all’associazionismo, alla cultura, alle arti teatrali. Siamo in presenza di risultati che hanno avuto al centro l’interesse del Paese e dei cittadini? Si, ma il sindaco resta, per gli insoddisfatti, arrabbiati e frustrati, arrogante. Siamo, allora, ad un giudizio di puro personalismo, un “difetto caratteriale” diventa assorbente di tutte le altre qualità politiche, amministrative, gestionale e anche umane (perché nei rapporti umani, specialmente quelli più sensibili, le cose si fanno senza sbandierarle) che il sindaco Savoia ha saputo dispiegare nel corso di questi cinque anni.

Allora, molto sommessamente, al candidato sindaco dell’alleanza di “centro-destra-sinistra” vorremmo dire come si fa ad accusare Savoia “di una non politica fatta solo di personalismi”, quando voi fate dipendere il vostro giudizio su Savoia da un presunto difetto, che è personale, e che su Savoia-sindaco, nel corso di questi anni sul piano personalistico, avete detto tutto e di più?

E proprio vero che vi manca il buon senso e il senso della misura!

Ai nostri concittadini, invece, facciamo notare che è importante non interrompere un ciclo positivo, che la riconferma di Savoia a Sindaco è la certezza di un futuro senza avventure, è la certezza di continuare a lavorare per migliorare ancora di più la nostra Sant’Arpino!

Cittadini, il 13 e 14 aprile, non dimenticate, aprite gli occhi, un voto consapevole e compatto al Partito Democratico con Savoia sindaco!

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