Sant’Arpino

Andrea Camilleri visiterà Sant’Arpino

Andrea Camilleri SANT’ARPINO. Diretto, leggero, piacevole, un libro aperto dal quale imparare sempre qualcosa di nuovo.

Tutto questo è da sempre Andrea Camilleri e lo è stato anche nel corso della cerimonia di consegna del Premio alla Carriera, trasmessa durante l’ultima giornata della X edizione della Rassegna Nazionale di Teatro Scuola “PulcINellaMente”. Lo scrittore di Porto Empedocle rivolgendosi ad Elpidio Iorio, Antonio Iavazzo e Carmela Barbato li ha invitati “ ad andare avanti perché realtà come PulciNellaMente, pur se richiedono un coraggio estremo per essere realizzate in contesti come quello del Meridione d’Italia, hanno il pregio di arricchire non solo i bambini e i ragazzi ma l’intera realtà sociale in cui vanno ad incidere”. Un sostegno ed un appoggio convito, dunque, quello arrivato da Camilleri a cui è stata donata una riproduzione del Maccus e una preziosa penna della collezione a tiratura limitata della Marlen sempre dedicata alla più celebre delle maschere atellane. Camilleri, che ha dato appuntamento a Sant’Arpino nelle prossime settimane, ha rimarcato come “solo dei combattenti possono portare innanzi manifestazioni del genere, perché chi gestisce lo status quo non gradisce in alcun modo lo sviluppo culturale, in quanto intravede in esso lo strumento che potrà sovvertire l’ordine costituito. Il vostro è un lavoro di supplenza nella formazione delle nuove generazioni, in quanto fa sì che gli studenti possano formarsi in maniera diretta attingendo in prima persona alle fonti della cultura e non passare attraverso alcuna mediazione che rende il tutto molto impersonale. Il teatro può svolgere tutta una serie di ruoli e funzioni importantissime. Esso è un mezzo di trasmissione fondamentale ed unico che può far esplodere la voglia di vivere e la gioia di quanti lo fanno e quanti vi assistono, ha inoltre una splendida funzione terapeutica, e soprattutto è un centro di aggregazione sociale impareggiabile per persone di qualsiasi età. Ma soprattutto il teatro è utilissimo nella crescita soggettiva perché ti insegna a fidarti dell’altro. Quando sei in scena devi per forza di cose aver fiducia del tuo interlocutore, e soprattutto grazie al teatro, come mi disse una volta Eduardo De Filippo, si impara a sentirsi anche senza vedersi. Essere attore significa per prima cosa sentire gli altri”. Spulciando nei meandri della sua memoria Camilleri ha ricordato anche le sue “prime esperienze di attore a Porto Empedocle”, e soprattutto ha rammentato “la grande fortuna di aver avuto un padre ed uno zio che mi hanno educato alla lettura, esperienza fondamentale che mi ha portato ad amare la letteratura che poi è stata il mezzo attraverso il quale sono arrivato ad amare il teatro e l’arte della recitazione”. Prima di congedarsi dagli organizzatori della Rassegna Nazionale di Teatro Scuola, Camilleri ha promesso “di essere a breve a Sant’Arpino, per vedere dal vivo questa splendida realtà che è PulciNellaMente, e che rappresenta al meglio al genialità e la creatività delle vostre terre”.

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