Italia

Morti bianche: sei vittime in una sola giornata

operai protestanoTARANTO. La giornata di martedì è stata segnata da una drammatica serie di morti sul lavoro. Sei le vittime, mentre altri due operai hanno riportato gravissime ferite.

Ad Este, in provincia di Padova, due fratelli, Stefano Trovò, 42 anni, titolare di una ditta di trasporti, e Diego, 34 anni, sono stati colpiti da una scarica elettrica alla “Eurosfusi”. A Frosinone, in un cantiere a Villa Santo Stefano, nei pressi del capoluogo, Giulio D’Agostino, operaio di 44 anni che lavorava per una ditta specializzata nell’installazione di pannelli isolanti, è morto sul colpo cadendo da un’altezza di oltre otto metri.

A Ferrara, Adis Masinovic, un operaio bosniaco di 21 anni residente in provincia di Treviso, che lavorava alla costruzione di un sovrappasso, è stato investito da un Eurostar: stava attraversando i binari trasportando una saldatrice e non si è accorto del treno in arrivo nei pressi della stazione di Coronella, tra Bologna e Ferrara. A Monfalcone (Gorizia), un operaio croato di 41 anni è morto poco prima delle 18 nello stabilimento Fincantieri, schiacciato da un macchinario. A Taranto un 47enne albanese, Gjoni Arian, dipendente di una ditta esterna (la Pedretti) è caduto da un’altezza di 15 metri nel reparto zincatura a caldo dello stabilimento siderurgico Ilva, mentre stava lavorando all’assemblaggio di strutture metalliche. Ricoverato con gravissimi traumi al torace e alle gambe, è morto poche ore più tardi, nella tarda serata.

Altre due persone sono rimaste gravemente ferite a La Spezia e nel Comasco. Nel primo caso rischia di perdere un braccio un operaio spezzino di 40 anni, dipendente di una ditta privata che sta effettuando lavori edili di risistemazione del manto stradale al molo Fornelli del Porto della Spezia. Un altro operaio 46enne è invece ricoverato a Como dopo essere rimasto schiacciato da un muletto in movimento a Senna Comasco. I medici sono stati costretti ad amputargli una gamba, mentre stanno valutando come procedere sull’altra, anch’essa in pessime condizioni. Numerose le proteste giunte dal mondo sindacale e dagli operai.

All’Ilva di Taranto, dove lavorava l’operaio albanese, stamani centinaia di lavoratori delle ditte dell’appalto hanno bloccato i cancelli dello stabilimento per richiamare l’attenzione sulle condizioni di sicurezza.

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