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Annozero, viaggio nel regno dei Casalesi

Roberto SavianoCamorra. Il tema della trasmissione di Michele Santoro Annozero, andata in onda qualche sera fa con la partecipazione di Roberto Saviano e del procuratore antimafia della procura di Napoli Franco Roberti, era proprio la Camorra.

Annozero – Roberto Saviano

Il contestato-contestatore giornalista di RaiDue cavalca l’onda del successo che questa parola ha avuto dopo il best seller dello scrittore-giornalista campano e fa scivolare sui video dello studio televisivo le immagini di una realtà da sempre dimenticata, più o meno colpevolmente, dai mass media e riempie il vuoto creato intorno a quei luoghi con parole, dette e lette, da chi solo marginalmente vive e sente quella realtà.

Telefonata di Iovine e Zagaria

Troppo semplice scivolare nell’ovvio, come ha fatto (forse inconsapevolmente perché troppo giovane o solo perché troppo strutturata secondo quella che lei pensa essere un’idea-ideologia sentita) la giornalista Beatrice, che ha liquidato l’assenza delle insegnati di Melito (quelle della scuola nella quale gli alunni nei temi hanno asserito di sentirsi al sicuro per la presenza dei camorristi nel paese) con un semplice: “Dicono che è inutile la loro presenza in una trasmissione per cambiare le cose”. Alla sua aria di sufficienza ha poi tentato di rimediare il conduttore (contestatore e rivoluzionario sì, ma di certo più maturo non fosse altro che per la sua esperienza in queste faccende), ma ormai il messaggio era stato dato: o siete con noi o contro di noi.

Annozero – “Casalesi”

O si è con la camorra o contro la camorra. Facile da dirsi per chi quella realtà la conosce solo per il racconto del quotidiano, rigorosamente locale, o per la cronaca, un po’ romanzata, di Saviano, o perché ha seguito, più o meno costantemente, un processo sui Casalesi (esponenti delle famiglie camorriste della zona). Facile da dirsi per chi quella scelta la può fare perché non vive in quei paesi, in quei quartieri, in quei rioni dove non c’è alcuna alternativa. Lo dicono chiaramente i casalesi (casalesi in quanto cittadini di Casal di Principe e non camorristi): “Io rispetto tutti. Loro rispettano me e io li rispetto”. E la frase: “La camorra sta a Roma e non qua” non è certo priva di senso per un paese dove Roma è solo la città dove vanno i politici, anche locali, per fare soldi e ritornare poi ricchi in paese quando ormai si è troppo vecchi per pensare al bene comune. Non è priva di senso se si pensa che a Casal di Principe, a Casapesenna, a Villa Literno, a San Cipriano e via via fino ad elencare tutti i paesi dell’agro aversano lo Stato non c’è. Lo hanno detto e ripetuto e non solo i casalesi, anche i politici che durante la campagna elettorale sono venuti nel paese della camorra dicendo di volere cambiare le cose.

Annozero “Casalesi 2”

E lo hanno detto ad alta voce nella piazza della camorra davanti a uomini della camorra sicuri che nessuno avrebbe mai esploso quegli otto colpi al petto per chiudergli la bocca. Perché la bocca può anche rimanere aperta basta che non si apra la porta all’istituzione, allo Stato. E allora cosa può scegliere un casalese se non l’omertà e la complicità con l’unico potere visibile, concreto, vicino che hanno. Cosa possono scegliere se l’unica alternativa è camorra? E chi devono incolpare per la loro condizione di succubi di un sistema se non uno Stato fantasma, che c’è ma non si vede, che continua ad autonominarsi ma che mai è riuscito a dispiegarsi e a manifestarsi?

Annozero – “Casalesi 3”

Come può un casalese riconoscersi italiano se per dire che c’è un problema a Casal di Principe si deve indicare la connessione tra quel problema e uno complementare a Milano? Come può un casalese credere al cambiamento se il simbolo che viene proposto nella storia locale ha caratteri e storia differenti da quelli evidenziati dai “conoscitori” del territorio? Come può un casalese apprezzare Saviano che da un casalese si fa uccidere in una canzone, celebrazione dell’artista incompreso ma di successo, marchiato da un cliché che egli stesso si è costruito per lanciare il suo libro? Bella la puntatadi Annozero, bellezza che non sempre si associa con chiarezza e con verità.

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