Italia

Alitalia, Berlusconi si discolpa e conferma la cordata italiana

AlitaliaROMA. “Air France si è ritirata dalla trattativa per il veto posto dai sindacati”. Il premier in pectore Silvio Berlusconi, accusato dal governo uscente di aver “influenzato” con le sue dichiarazioni in campagna elettorale la trattativa per l’acquisto di Alitalia, si discolpa.

“Da un lato – ha sottolineato il Cavaliere in un’intervista – il governo non ha accettato le condizioni imperative poste da Air France, tra cui il prezzo che non era ritenuto congruo e il fatto che si dovesse rinunciare al trasporto delle merci, ma la prima motivazione del ritiro di Air France è stato il fermo no dei sindacati sulla riduzione del personale. Per noi forse sarebbe stato meglio lasciare a questo governo la ‘patata bollente’, ma riteniamo che l’interesse nazionale richieda che si mantenga una compagnia di bandiera”. Tuttavia, dopo alcune ore, Berlusconi ha chiarito sulla questione dei sindacati: “Su Alitalia i sindacati hanno fatto il loro mestiere e magari hanno avuto anche ragione. La verità è che le condizioni poste da Air France-Klm erano impossibili da accogliere”. E sul prestito d’emergenza di 300 milioni di euro, ieri assegnato dal governo, commenta: “Si è evitato il commissariamento di Alitalia. Dopo una due diligence che durerà tra le quattro e le cinque settimane sarà possibile per altri operatori un’offerta impegnativa e farsi carico della questione. Purtroppo bisognerà affrontare una dolorosa riduzione del personale cui si farà carico con gli strumenti offerti dalla legge”. Berlusconi ha poi rilanciato la cordata italiana: “Chiusa la trattativa con la Francia, ora c’è modo che la compagine italiana, coordinata da Bruno Ermolli, si faccia avanti, faccia la due diligence dei conti di Alitalia e poi, in 3-4 settimane, faccia un’offerta impegnativa per la compagnia”. A confermare l’esistenza della cordata è Salvatore Ligresti, presidente onorario di Premafin: “Una mano bisogna darla. – afferma – Penso che ci sarà modo di essere coinvolti, penso che sia giusto e doveroso per il Paese, per la compagnia, per i lavoratori, per il turismo”.

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