Esteri

Primarie, Hillary batte Obama in Pennsylvania

Obama-HillaryWASHINGTON. Con un netto distacco di dieci punti (55% contro 45), Hillary Clinton ha battuto oggi il rivale democratico Barack Obama alle primarie in Pennsylvania, strappando anche qualche delegato al senatore afroamericano.

Una vittoria, quella dell’ex first lady, che riapre i giochi nella corsa per la candidatura alla Casa Bianca. “Alcuni volevano che mollassi e si aspettavano che lo facessi, ma gli americani sono tipi che non gettano la spugna e meritano un presidente che fa altrettanto”, ha detto la Clinton davanti ad un pubblico in festa a Philadelphia. Obama ha riconosciuto la vittoria della senatrice ma l’ha accusato di aver usato la strategia della “paura”, spaventando gli elettori, così “come fa Bush”. Molte sono state, infatti, le provocazioni usate dalla Clinton in questi giorni di campagna elettorale.

Nel suo ultimo spot, la senatrice ha mostrato immagini di repertorio sull’attacco a Pearl Harbour, poi Osama Bin Laden e alla fine ha chiesto agli elettori: “Chi secondo voi in momenti di difficoltà estrema per il paese ha le qualità per stare alla Casa Bianca?”. La stessa ha poi ripetutamente criticato il rivale per aver detto che la “working class” sono “frustrati” e per questo si rifugiano nella fede e nelle armi. Un episodio ha visto Obama essere addirittura accostato a Bin Laden. La “Jonesville Church of God” del pastore Roger Byrd, ha affisso una grande insegna con la scritta: “Obama, Osama – humm, sono fratelli?”. Il senatore dell’Illinois si è così appellato agli elettori e ai 796 delegati che, a fine agosto, a Denver, durante la convention democratica, sceglieranno tra lui e Hillary il candidato del partito alla presidenza: “Possiamo essere un partito che pensa che l’unica strada di gestire la sicurezza nazionale è parlare e agire e votare come George Bush e John McCain? Possiamo usare la paura come una tattica e la minaccia del terrorismo per spaventare gli elettori? Non credo. I democratici non debbono cercare si riconquistare una carica ma la fiducia degli americani, convincendoli che i loro leader a Washington diranno loro la verità”.

Il prossimo appuntamento sarà il 6 maggio in North Carolina, dove il favorito è Obama. Nella stessa data si terranno le primarie in Indiana dei repubblicani, i quali hanno già il proprio candidato: John McCain.

Altri appuntamenti: 3 maggio – caucus a Guam (D) 13 maggio – primarie in Nebraska (R) e West Virginia (D) 16-18 maggio – convention repubblicana Hawaii 20 maggio – primarie in Kentucky (R,D) e Oregon (R,D) 27 maggio – primarie in Idaho (R) 3 giugno – primarie in Montana (D), New Mexico (R) e South Dakota (R,D).

*Caucus, termine di origine pellirossa che significa “incontro tra capi tribù”, è l’assemblea degli attivisti di un partito a livello di distretto, dove si scelgono i delegati da inviare alle riunioni dello Stato cui appartenengono e che, a loro volta, eleggono i delegati alle convention dei partiti.

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