Caserta

Rilancio industriale, firmato accordo di programma

Franco CapobiancoCASERTA. Domani alle ore 11, nella sala Giunta della Provincia, saranno illustrato i dettagli dell’Accordo di Programma sul rilancio industriale della provincia di Caserta, siglato stamane nella sede del ministero dello Sviluppo economico.

La conferenza congiunta vedrà la presenza del presidente Sandro De Franciscis, l’assessore alle Attività produttive Franco Capobianco, il presidente di Confindustria Caserta Carlo Cicala e i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil (rispettivamente Michele Colamonici, Carmine Crisci e Antonio Farinari). A margine della stipula dell’Accordo, De Franciscis ha sottolineato: “Con la firma di oggi cogliamo il frutto di quindici mesi di lavoro, avviato sin dal vertice del Governo Prodi a Caserta nel gennaio 2007. Da allora abbiamo collaborato con tutti i livelli istituzionali, dimostrando che l’unità d’intenti e di obiettivi rende più forte Terra di Lavoro. Siamo di fronte a una netta inversione di tendenza – ha aggiunto il presidente della Provincia – Per la prima volta non si parla solo di ammortizzatori sociali o di misure-tampone a favore di un territorio, ma di nuovi investimenti e di nuova occupazione, finalmente con regole certe e chiare. Non credo che esistano né precedenti né altri esempi del genere attuati nel Mezzogiorno o in altre aree di crisi che presentino le stesse caratteristiche di Terra di Lavoro”. Per l’assessore Capobianco: “Oggi il territorio casertano è un’area che recupera attrattività e lo fa puntando sulle sue vocazioni, legate alla logistica, alle biotecnologie e all’elettronica”. – Capobianco poi spiega – “Con Governo e Regione abbiamo compiuto una scelta precisa di politica industriale, una scelta flessibile negli strumenti economici individuati e aperta anche ad altre aziende, al di là delle prime undici manifestazioni d’interesse già selezionate, che vogliano investire da noi. La strada che abbiamo scelto – conclude Capobianco – impedirà quei fenomeni di banditismo industriale che hanno messo in crisi Terra di Lavoro: ora gli imprenditori sanno che devono rischiare capitali propri, ma nel contempo hanno il pieno sostegno delle istituzioni, attraverso un sistema di aiuti ben strutturato”.

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