Campania

Sant”Anastasia, celebrato il 25 aprile

il sindaco Carmine PoneSANT’ANASTASIA (Napoli). Ex combattenti, associazione della Polizia e la presenza di un ultranovantenne, associazione dei Carabinieri, Avis-protezione civile, bandiere e stendardi, la classica banda, …

…questa volta della bravissima consulta musicale di Somma Vesuviana, guidata dal professor Masullo, e il solito percorso cittadino per depositare le corone-ricordo presso i due monumenti cittadini: quello dedicato agli eroi del mare e quello più antico dedicato agli eroi di guerra, simboleggiato dall’alta colonna sulla quale si egre fiera un’aquila che difende e piange i suoi aquilotti la deposizione della Corona dammazzati. Concentramento in piazza Siano, la banda intona l’inno dei Mameli e il corteo si avvia a compiere il percorso cittadino per ricordare la festività del 25 aprile 1945, data in cui, come ha scritto il Sindaco, Carmine Pone, su manifesti murali “l’Italia tornò libera dagli eserciti occupanti, libera di potersi dotare di Istituzioni Democratiche, tutti i totalitarismi furono sconfitti, Inglesi, Americani e Italiani si immolarono per restituirci un paese più maturo e consapevole, tutti coloro che resero possibile ciò devono essere ricordati con riconoscenza”. Presenti gli assessori Pasquale Miniero e Armando Di Perna, il comandante della P.M., Fabrizio Palladino, esponenti della Polizia e Carabinieri della locale stazione, la manifestazione ha avuto i suoi momenti commoventi ed esaltanti, evocati anche dal “silenzio” della tromba e dal classico “Piave”, nonché dalla buona scelta di altri “pezzi” eseguiti dalla banda, che si è soffermata a suonare oltre il dovuto con il gruppo di cittadini al seguito della manifestazione.

Sindaco, una manifestazione ricca di storia, seppur essenziale nella sua esternazione. “Durante il corteo un cittadino mi ha chiesto cosa significasse il 25 aprile. Penso siano molti a porsi questa domanda e le istituzioni devono poter destare l’attenzione dei cittadini intorno a questa e ad altre feste nazionali, per attualizzarne i contenuti e far si che resti memoria di date importanti per la nostra Repubblica. Dobbiamo provare ad incastonare questa festa nel contesto dell’avvento della Repubblica e darle sempre più la giusta collocazione storica, per tramandarne alle generazioni il senso vero”.

il silenzioCome hanno risposto gli anastasiani a quest’evento? “Gli anastasiani, che pure ho visto numerosi affacciarsi ai balconi come un tempo e più attenti a seguire in corteo la celebrazione, sia presso il monumento agli eroi del mare che al monumento ai caduti di via Roma, sono in maggioranza convinti che queste ricorrenze siano riservate agli addetti ai lavori. Devono invece comprendere che queste cerimonie appartengono alla nostra identità e, quindi, scendere in campo anche loro”

E per lei, che senso ha ricordare l’evento? “Appartengo alla generazione che non ha fatto la guerra, mio padre era un combattente e vorrei ricordare i tanti ex combattenti, che per la legge della natura ci hanno lasciato. Noi dobbiamo essere un ponte tra le generazioni ed è quello che stiamo facendo come amministrazione, per far capire il senso di una festa che necessariamente si deve evolvere in un momento non solo celebrativo”.

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