Campania

Napoli, impegno del Pdl sull”agricoltura

Rosario Lopa (a sin.) con AlemannoNAPOLI. Questa mattina, il dirigente di An-Popolo della Libertà, Rosario Lopa, unitamente al responsabile della Consulta Provinciale dell’Agricoltura, Roberto Pardo, e al coordinatore dell’Associazione Nuova Agricoltura Partenopea, Vincenzo Scola, hanno delineato gli aspetti del programma del Pdl sull”agricoltura campana e partenopea.

“Proprio l”agricoltura di qualità, la modernizzazione la competitività saranno i pilastri sui quali il futuro governo di centrodestra continuerà quella rivoluzione conservatrice dell”agroalimentare italiano avviata da Gianni Alemanno durante il suo ministero all”epoca del governo Berlusconi, come testimoniato anche dal presidente nazionale di Coldiretti, Marini, nel suo intervento di Foggia a fine marzo, alla presenza dell’onorevole Antonio Buonfiglio, presidente della consulta nazionale dell”agricoltura di An”, commenta Lopa, che poi sottolinea il grande contributo programmatico prodotto dalla componente campana del settore per quanto concerne il settore ortofrutta, il settore bufalino ed il settore tabbacchicolo, in forte crisi. “Se a queste crisi – afferma l’alleanzino – aggiungiamo anche l’emergenza rifiuti arriviamo ad un danno incalcolabile di immagine per l”intero settore presentazione iniziativa operatori agricoliagricolo, dove è auspicabile un forte intervento di promozione del settore e di bonifica dei territori a vocazione dop. Metteremo in campo – ribadisce Lopa – iniziative a sostegno del Made in Italy. Interventi sull”Unione Europea per ridurre la regolamentazione comunitaria, per difendere la nostra produzione, contro la concorrenza asimmetrica che viene dall”Asia; sperimentazione della certificazione obbligatoria del Made in Italy; legge sui distretti industriali, sulle filiere produttive e sulle reti d”imprese; sviluppo dell”agricoltura: salvaguardia degli interessi campani in Europa, difesa e valorizzazione del prodotto italiano e campano mediante l”indicazione obbligatoria dell”origine geografica, contenimento dei costi di produzione (anche con la stabilizzazione del regime fiscale e previdenziale agricolo), valorizzazione dei prodotti tipici, riduzione dei passaggi dal campo alla tavola dei prodotti agricoli, diffusione di mercati gestiti direttamente dai produttori agricoli. Ma ci batteremo – sostiene con forza Lopa – per la realizzazione dei Parchi Agro-Zootecnici. Così come l’istituzione di un Parco Nazionale, Regionale, etc. punta a proteggere e valorizzare il patrimonio naturale, culturale ed umano del territorio, mettendo in atto una politica innovativa di pianificazione e sviluppo economico, sociale e culturale nel rispetto dell” ambiente, l’istituzione di Parchi a tema porterebbe alla tutela e valorizzazione dell’intero sistema agro-zootecnico del territorio individuato. Esistono aree del Meridione d’Italia dove la tutela ambientale esagerata e a volte troppo politicizzata porta ad un impoverimento delle produzioni di eccellenza originarie di quel territorio. E’ sempre più frequente trovare in queste aree, soprattutto nelle strutture ricettive (alberghi, ristoranti, agriturismi, etc) la maggiorparte dei prodotti nazionali, addirittura esteri, a scapito di quelli locali. La costituzione di un Parco Agro-zootecnico, accanto a sistemi di protezione dell’ambiente, sosterrebbe uno sviluppo eco-compatibile della produzione di eccellenza locale. Punti di forza rimango i divieti e i regolamenti di attuazione distribuiti equamente nella differente zonazione dell’area parco, ma che non andrebbe in contrasto con quella tecnologia innovativa che può rendere grandi le produzioni tipiche. Sappiamo tutti che un buon formaggio bovino, pecorino e caprino o una buona fetta di carne meglio se entrambi provenienti da razze autoctone è la via vincente nel rilancio dell’economia del territorio. Ma per produrre questi prodotti servono gli spazi/pascolo, le strutture e i ricoveri degli animali che non sempre trovano applicabilità con le normative vigenti in materia. La realizzazione di una normativa specifica, magari in intesa con il Ministero dell’Ambiente, porterebbe enormi vantaggi alle nostre produzioni di eccellenza (alcuni parchi naturali istituiti che non decollano potrebbero essere trasformati in Parchi agro-zootecnici con numerosi vantaggi delle popolazioni locali).Da tempo, – conclude il rappresentante della Destra Sociale – abbiamo svolto un accurata campagna d”ascolto con le organizzazioni professionali agricole e con i consorzi che testimoniano la professionalità e il legame della nostra componente politica ha con l”agricoltura, e l”attenzione riservata da Alemanno, Fini e Buonfiglio sono la garanzia che il futuro governo di centro destra metterà al centro dell”azione politica un serio e concreto piano per uscire definitivamente dall”emergenza e rilanciare la nostra agricoltura d”eccellenza”.

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