Sant’Arpino

Lettera: “Savoia non può dare patenti di appartenenza al Pd”

Giuseppe LetteraSANT’ARPINO. Sulla nota del sindaco uscente Giuseppe Savoia, che ha irriso al sostegno manifestato dall’assessore provinciale e sindaco di Gricignano Andrea Lettieri verso il candidato Eugenio Di Santo, interviene l’avvocato Giuseppe Lettera, già presidente della Convenzione comunale della Margherita e candidato nella lista di Di Santo.

“L’ormai ex sindaco Savoia – dichiara Lettera – ha perso un’altra occasione per stare zitto. Invece di guardare le travi presenti nei suoi occhi va alla ricerca delle pagliuzze negli occhi altrui. Parla di Manifesto dei Valori del Pd e dimentica completamente il Codice Etico degli aderenti al Partito Democratico, ossia che ‘Ogni componente di governo, a tutti i livelli, del Partito Democratico si impegna a non conferire né favorire il conferimento di incarichi a propri familiari o, tranne che negli uffici di personale collaborazione, a persone con cui si abbiano rapporti professionali’ (articolo 3 paragrafo 4 del Codice Etico).

All’ormai ex sindaco Savoia – continua Lettera – piacciono le fughe in avanti. Lo ha già fatto con L’Ulivo, lo ha tentato con L’Unione, voleva continuare a farlo con La Margherita (attraverso il suo socio ed alter ego), anche dopo il clamoroso ed incompleto passaggio ai Ds, ed oggi ci riprova con il Partito Democratico. Grazie alla gran confusione che vive il nascente Partito Democratico in provincia di Caserta, soprattutto per opera del suo già ex amico coordinatore provinciale, si è impadronito di un simbolo che a Sant’Arpino ufficialmente non può appartenere ancora a nessuno. Non ci risulta che si siano svolte regolari elezioni degli organi cittadini, che abbiano sancito la titolarità del simbolo, ma l’ormai ex-sindaco non si fa alcuno scrupolo ad impossessarsi di tutto quello che gli fa comodo. E cerca di irridere anche la correttezza di chi si presenta ad una campagna elettorale comunale con le sigle di cui ha la piena titolarità, acquisita con un percorso politico serio e coerente, scevro da spregiudicatezza e da avventurismo.

Al Partito Democratico hanno aderito, votando Tino Iannuzzi segretario regionale, anche gli ‘ex-Margherita’ (così come li definisce l’ormai ex sindaco Savoia), ma per correttezza non si arrogano il diritto di utilizzare il simbolo del partito per una competizione comunale che vede tutti i raggruppamenti politici locali alleati contro gli interessi di parte di una singola fazione, che è difficile definire politica. Il percorso politico che ci ha visti impegnati fin dal primo momento e che ha portato alla costituzione della lista ‘Alleanza Democratica per Sant’Arpino’, è stato avviato più di un anno fa, quando la compagine amministrativa al momento in carica (anche se ancora per poco) navigava politicamente a vista. Gran parte degli attuali consiglieri comunali, infatti, non avevano rinnovato le loro adesioni ai partiti di provenienza, perché in attesa che il loro riferimento “unico” fiutasse il vento e trovasse la collocazione più ‘conveniente’.

La nostra posizione politica, già critica da qualche anno rispetto alla maggioranza amministrativa in carica, all’epoca non era vincolata da alcuna vicinanza partitica e naturalmente ha contribuito alla creazione di una lista di alternativa. Il nostro giudizio critico rispetto ad un certo modo di fare politica, del resto, non poteva cambiare, solo perché opportunisticamente gli attuali amministratori avevano deciso di confluire nello ‘stesso’ Partito Democratico in cui siamo confluiti noi, cosiddetti ‘ex Margherita’. Gli interessi di Sant’Arpino, però, sono troppo importanti per agganciarli alla titolarità di un simbolo. Noi non abbiamo bisogno di usurpare simboli per carpire la buona fede degli elettori né, per cercare di catturare qualche voto in più per la competizione comunale, diamo il nostro nome per una candidatura al quart’ultimo posto di una lista, che vedrà eletti meno della metà dei candidati.

A proposito dei Valori e rifacendomi al già citato manifesto, vorrei chiedere al Savoia. Come giudica la situazione del suo candidato Elpidio Maisto che se eletto al consiglio comunale si troverà in palese incompatibilità con il proprio incarico lavorativo presso il Consorzio GeoEco. Non sarebbe il caso di informare gli elettori anche di questa situazione?

Per sua sfortuna – conclude Lettera – gli elettori santarpinesi sono più intelligenti di quanto l’ormai ex-sindaco Savoia pensi, e se ne accorgerà tra qualche settimana”.

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