Sant’Arpino

Caso Iavarone, Savoia: “Ma quale linciaggio?”

Giuseppe Savoia SANT’ARPINO. “Ma vogliamo essere un poco più seri! Le parole vanno scelte con cura ed utilizzate con sapienza. Se no si corre il rischio – come ha detto padre Jonas ( già dimenticato?!) – di avvelenare il conflitto”.

Così il sindaco uscente Giuseppe Savoia replica alle dichiarazioni del suo avversario Eugenio Di Santo, il quale ha parlato di “linciaggio” verso l’ex assessore Roberto Iavarone. “Linciaggio! Che parolone!”, dice Savoia, che spiega letteralmente il significato del termine usato da Di Santo: “Persecuzione accanita e instancabile, che mira al definitivo annientamento di qualcuno. Ma via! Aver ricordato a Roberto Iavarone la sua incoerenza è un linciaggio? E che dovrei dire per quello che da tre anni costantemente dite nei miei confronti? Nessuno, dico nessuno, anche perché questo è il nostro costume, ha detto qualcosa di personale a Iavarone o qualcosa che somigli lontanamente al linciaggio. Si sono rivolte critiche legittime e misurate, usando parole e linguaggio non offensivo e senz’alcun personalismo. Allora, è il caso di dirlo, usiamo bene il metro e recuperiamo il senso della misura. Parliamo dei programmi, di come li vogliamo realizzare, con quali risorse, quali scelte si intendono fare, quale sviluppo dare al nostro territorio, come integrare i bisogni vitali con le politiche sociali. Parliamo delle cose già fatte, anche qui confrontandoci in modo serio, sereno, guardando ai fatti e soli a quelli. Le reti infrastrutturali, i servizi, le politiche per l’infanzia, per al scuola, l’avvio, e in qualche misura già in atto, della ‘Nuova Sant’Arpino’, alla cui idea abbiamo lavorato in tanti, anche quelli che sono scappati e ancora scappano. E che, invece di confrontarsi nel merito delle scelte fatte, preferiscono inventarsi polemiche astruse pur di non ammettere che il Piano Urbanistico Comunale approvato il 10 marzo di quest’anno è una conquista di tutti, ma soprattutto dei cittadini di Sant’Arpino. Dispiace che altri abbiano scelto una sterile polemica ed una via di fuga coperta da alibi politici inesistenti e ancora altri continuano a ‘masturbarsi’ mentalmente, rincorrendo ‘scantinati’ che, probabilmente, hanno nella loro testa al punto di non farli ragionare e non accorgersi che a voler fare un giro di 360 gradi non si ribalta nulla, ma si sta fermi perché si torna al punto di partenza”.

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