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“Squilli di guerra” in Sudamerica

Chavez-UribeBOGOTA’. Sale la tensione tra Colombia e Venezuela dopo l’operazione dei soldati colombiani che, sconfinati in Ecuador, hanno ucciso il numero due delle Farc, Raul Reyes, assieme ad un gruppo di guerriglieri.

Un episodio che ha messo a rischio i colloqui avviati dal presidente venezuelano Hugo Chavez per la liberazione degli ostaggi in mano alle Farc, tra cui l’ex candidata alla presidenza Ingrid Betancourt e tre americani. Finora Chavez è riuscito a far rilasciare sei ostaggi, fra i quali Clara Rojas, assistente e consigliera della Betancourt e con lei sequestrata nel 2002. Ciò grazie ai buoni rapporti con la guerriglia colombiana, di cui apprezza la matrice marxista-leninista e il comune orizzonte bolivariano. Un atteggiamento, quello di Chavez, da sempre osteggiato dal presidente colombiano Alvaro Uribe, filoamericano, il quale non ha mai voluto saperne di trattare con i guerriglieri delle Farc. Molti, però, sostengono che Uribe non voglia far liberare la Betancourt, che potrebbe essere per lui un temibilissimo avversario politico. Questo spiegherebbe il massacro compiuto dalle forze armate colombiane in Ecuador, al fine di destabilizzare, le trattative con i guerriglieri. Dietro questo scenario, tra l’altro, si sospetta la presenza degli Usa, sostenitori di Uribe. Quest’ultimo ha dichiarato di voler denunciare Chavez al tribunale penale internazionale dell’Aja, per appoggio al terrorismo. Un annuncio che segue la decisione dello stesso Chavez di schierare le proprie truppe lungo il confine colombiano ed espellere dal Venezuela l’ambasciatore colombiano. “Uribe? E’ un criminale, bugiardo, paramilitare e lacchè degli Stati Uniti”, ha detto il presidente venezuelano. Ad interrompere i rapporti con la Colombia, assieme al Venezuela, anche l’Ecuador.

Nella vicenda oggi è intervenuto l’ex presidente cubano Fidel Castro che sul quotidiano Granma, nelle sue “Reflexiones del companero Fidel”, ha scritto: “L’uccisione a sangue freddo di 21 guerriglieri delle Farc è un crimine mostruoso degli Stati Uniti, che fa risuonare con forza in America del Sud gli squilli di guerra, come conseguenza dei piani genocidi dell’imperio yankee”. “Bombe letali sono state lanciate indiscriminatamente all’alba contro un gruppo di uomini e donne che dormivano. Le accuse reali contro questo gruppo di esseri umani non giustificano questo tipo di azione”. “Nessuno ha il diritto di uccidere a sangue freddo, se accetteremo questo tipo di guerra imperiale e questa barbarie – ha concluso Fidel – bombe yankee guidate dai satelliti potranno cadere su qualsiasi gruppo di uomini e donne latinoamericani, di qualsiasi paese, che ci sia la guerra o no”.

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