Italia

Prodi dà l”addio alla politica, Mastella rinuncia a offerta Boselli

Romano Prodi ROMA. “Ho chiuso con la politica italiana, e forse anche con la politica”. E’ iniziata con questo annuncio del premier uscente Romano Prodi la domenica elettorale.

“Ma il mondo è pieno non solo di occasioni, anche di doveri. C’è tanta gente che aspetta una parola di pace e di aiuto, e quindi c’è più spazio adesso di prima”, ha però sottolineato il Professore. Un ritiro che viene salutato con rispetto (“Un avversario capace e con gli attributi”) ma anche con ironia dal leghista Roberto Calderoli: “Viene quasi da rimpiangerlo davanti allo schiamazzare delle checche isteriche che hanno la presunzione di poterlo sostituire”. Non poteva mancare il commento di Walter Veltroni, candidato premier e segretario del Pd, di cui Prodi è il presidente: “Le parole di Prodi confermano il suo stile, il suo disinteresse personale, il suo essere un uomo di Stato. – ha detto Veltroni – E questo è tanto più importante proprio mentre torniamo ad ascoltare i toni di una politica aggressiva e rissosa. Romano per due volte ha risanato i conti pubblici ed è un uomo di Stato che da premier e da presidente della Commissione europea ha dato lustro e prestigio all’Italia”.

Clemente MastellaIntanto, l’ex Guardasigilli Clemente Mastella (che ha annunciato di non presentarsi alle politiche del 13 e 14 aprile, smentendo ipotesi di candidatura della moglie e del figlio) ha declinato con cortesia l’invito del candidato premier del Partito socialista, Enrico Boselli, di essere capolista al Senato in Campania come indipendente. “Nulla i unisce a Mastella ma tutto mi unisce a chi subisce una ingiustizia”, ha detto Boselli riferendosi all’inchiesta ‘Why Not’ per la quale è stata chiesta l’archiviazione delle accuse a carico dello stesso Mastella e del premier Prodi.

Da registrare anche l’uscita del segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, che ha annunciato l’atteggiamento “vigile” da parte della Santa Sede in questa campagna elettorale sui temi della difesa della vita, della famiglia “naturale” fondata sul matrimonio, sulla scuola, la libertà di educazione, la bioetica. Bertone ha chiesto rispetto per i cattolici e per i valori cristiani. “Per quanto riguarda noi cattolici impegnati nel Partito democratico il cardinal Bertone può star tranquillo”, ha subito detto la senatrice teodem Paola Binetti. “Siamo scesi in campo proprio per tutelare i valori cattolici”, ha commentato il presidente della Rosa Bianca Savino Pezzotta. Per Angelo Bonelli, della Sinistra Arcobaleno, invece, il suo schieramento è “molto più attento ai valori cristiani di quei partiti che si ritengono tali e che non praticano questi valori nel quotidiano”.

Silvio BerlusconiPolemiche per il programma del Pd “strappato” sabato a Milano dal leader del Pdl Silvio Berlusconi. “Il programma del Pd è pieno di proposte innovative. Purtroppo Berlusconi lo ha stracciato, ma se lo avesse letto si sarebbe fatto una cultura”, ha dichiarato il vicepremier Massimo D’Alema. “D’Alema, come al solito non ha capito un bel niente e spiace che abbia fuorviato anche Prodi e Bertinotti”, è stata la risposta di Sandro Bondi, che ha aggiunto: “Il presidente Berlusconi non ha affatto stracciato il programma del Pd, che è un buon programma visto che è quasi integralmente copiato da quelli storici del centrodestra. Ha solo detto che loro, la sinistra, presentano un programma durante le elezioni, lo usano come specchietto per le allodole per gli elettori e poi, una volta conquistato il potere, lo buttano nel cestino, lo considerano carta straccia”.

Altra polemica quella sull’ammissione della lista di Giuliano Ferrara “Aborto? No, grazie”, nonostante per la stessa non siano state raccolte firme. E ciò grazie ai senatori Iannuzzi, Sterpa e Biondi, che però ad oggi risultano ancora membri del gruppo di Forza Italia. In una nota, il radicale Maurizio Turco scrive: “La lista Ferrara ha comunicato di aver depositato le liste in tutta Italia senza raccogliere le firme grazie ai senatori Iannuzzi, Sterpa e Biondi. A questo punto il Ministero dell”interno dica chiaramente se dal Senato gli è stato comunicato che in quella istituzione vi sia un partito o gruppo politico costituito dai tre senatori, che quindi possono consentire di presentare una lista senza raccogliere firme. Al Senato risulta che a tutt”oggi i senatori Iannuzzi, Sterpa e Biondi siano membri del gruppo di Forza Italia. Sia che il Senato abbia mandato o meno la comunicazione il Ministero dell’Interno non può trincerarsi dietro il silenzio: deve o non deve garantire il buon andamento del procedimento elettorale? E gli pare di garantirlo consentendo agli organi di informazione oggi di dare la notizia che la lista Ferrara è presente in tutta Italia e domani a Ferrara per dire che è stato escluso dalla competizione elettorale?”.

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