Italia

Omicidio Meredith, Rudy accusa Raffaele e Amanda

Rudy Hermann GuedePERUGIA. Ha chiesto di essere ascoltato ed ha dato agli inquirenti una nuova versione dei fatti, Rudy Hermann Guede, 22enne ivoriano accusato dell’omicidio di Meredith Kercher.

Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Merdith KercherA pochi giorni dalla decisione della Procura sulla custodia cautelare dei tre indagati, in presenza del pm Giuliano Mignini e al capo della Mobile Giacinto Profazio, Rudy ha ribadito la sua innocenza incolpando Raffaele Sollecito e Amanda Knox. Con grande lucidità Guede accusa i due fidanzati ed afferma: “Li ho visti, in quella casa c’erano Amanda e Raffaele”. Durante le tre ore e mezzo di interrogatorio, il giovane ivoriano ricostruisce la sera del delitto e racconta: “C’era questa sagoma maschile che era in piedi, era dentro la camera. Ho messo la mano sinistra sulla spalla destra di questa persona e in quello stesso istante ho visto il corpo di Meredith per terra. Era di poco più basso di me. Portava una cuffia bianca con una striscia rossa, si intravedevano i capelli”. Mentre Rudy esce dal bagno e corre a soccorrere Mez, Raffaele Sollecito sarebbe scappato verso la porta dove lo attendeva Amanda: “Uscendo ho sentito queste parole: è nero, trovato negro trovato colpevole. Andiamo”.

Dopo le dichiarazioni di Rudy non lasciano trapelare nulla i legali di Sollecito che hanno dichiarato: “Fino a quando non avremo letto il verbale non possiamo commentare nulla. Quello che ad oggi sappiamo sono le indiscrezioni lette sulla stampa e che noi non conosciamo”. Mentre la famiglia di Raffaele, attraverso una nota, ha parlato di affermazioni inattendibili: “E” ancora una volta attraverso la stampa che la famiglia di Raffaele Sollecito viene a conoscenza di dichiarazioni, definite secretate, rese dal signor Herman Guede, dichiarazioni che, se confermate, risultano essere evidentemente infondate e inattendibili sia per la intempestività rispetto al momento dell”arresto e alle dichiarazioni precedentemente rese dallo stesso Guede, sia per la chiara tempestività in ordine ai prossimi appuntamenti processuali. – continua la nota – Nel contempo crea sconcerto e meraviglia apprendere, sempre dagli organi di stampa, di una strana “soddisfazione” espressa dagli inquirenti e dalla procura rispetto alle dichiarazioni rese nel corso di un interrogatorio già determinato e concordato. Ci si riserva ogni opportuna azione”. Intanto, le indagini proseguono e, durante uno degli ultimi sopralluoghi nella casa di via della Pergola, la Polizia Scientifica ha prelevato sette probabili tracce di sangue evidenziate con il luminol. In una relazione tecnica della scientifica si parla di tracce ematiche. Nei prossimi giorni l’esito delle analisi sarà consegnato in Procura per permettere di far luce su questo delitto che resta, dopo quasi cinque mesi, ancora irrisolto.

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