Italia

‘Ndrangheta, ucciso perché amava la moglie del boss

carabinieriVIBO VALENTIA. Due persone sono state fermate dai carabinieri di Vibo Valentia per l’omicidio di Michele Penna, 30 anni, presunto affiliato alla ‘ndrangheta, scomparso da Stefanaconi (Vibo Valentia) nell’ottobre scorso.

Gli inquirenti ritengono che sia stata la relazione sentimentale con la moglie di un boss a costargli la vita. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, è rimasto vittima della “lupara bianca” su ordine del capo della cosca dei Petrolo-Bartolotta, della quale faceva anche lui parte. A far scattare la punizione, la scoperta da parte del boss di una relazione amorosa tra la moglie e il suo affiliato, probabilmente un primo gesto di sfida all’autorità del “capo”, al quale avrebbe presto fatto seguito il tentativo di formare un gruppo criminale autonomo. I fermati sono Andrea Foti, di 29 anni, ed Emilio Antonio Bartolotta, di 31. Penna, la mattina del 19 ottobre 2007, portò la sua macchina all’autolavaggio di Foti, accettando un passaggio fino a casa di quest’ultimo, assieme a Bortolotta. Durante il tragitto Penna fu ucciso dai due ed il suo cadavere fatto sparire. Subito dopo, Foti, per nascondere le tracce del delitto, denunciava il furto della sua autovettura, che in seguitoveniva rinvenuta bruciata a Sant’Onofrio. Solo oggi, dopo lunghe indagini, gli investigatori sono riusciti ad arrivare al movente di questo atroce delitto.

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