Italia

Molfetta, nuova strage sul lavoro: 5 morti in autocisterna

Il capannone teatro della strage (foto Molfettalive.it)MOLFETTA. Ancora sangue, ancora morte sul posto di lavoro. A Molfetta, presso l’azienda Truck Center, quattro operai sono stati uccisi dalle esalazioni di acido solforico sprigionate da un’autocisterna che trasportava zolfo. Uno di loro si è sentito male, gli altri sono morti nell’aiutarlo.

Un quinto operaio, Michele Tasca, 20 anni, è stato ricoverato in ospedale ma non c”è l”ha fatta: è deceduto martedì mattina. Oltre a Tasca, le vittime sono il titolare dell’azienda, Vincenzo Altomare, 64 anni, Guglielmo Mangano, 44 anni, Biagio Sciancalepore di 24 anni, e Luigi Farinola, 37 anni. La tragedia si è verificata nel pomeriggio di lunedì, intorno alle 16, sotto il capannone dell’azienda di rimessaggio di veicoli industriali, situata alla periferia di Molfetta. Secondo le prime ricostruzioni operate dai vigili del fuoco, un primo operaio, mentre una pompa d’acqua stava lavando l’interno della cisterna, si è affacciato sula stessa per vedere come proseguiva il lavoro. A quel punto è stato investito da un’esalazione di acido solforico, provocata dalla reazione di zolfo e acqua, ed è caduto nella cisterna. L’autista del veicolo e un altro operaio si sono calati all’interno per soccorrere il compagno, ma anch’essi sono stati investiti dall’acido. Nel frattempo veniva contattato Altomare, il titolare dell’azienda, che era a casa. Questi, mentre giungeva in auto sul posto chiamava i soccorsi che, al loro arrivo, trovavano lo stesso Altomare morto sul fondo dell’autocisterna. La magistratura ha aperto un’inchiesta, forse non ci sarà l’autopsia poiché le cause di morte sono evidenti, ma è probabile che il pm voglia sapere se sono state rispettate le norme antinfortunistiche. “Una tragica catena di morte”, è stato il commento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Chiaro il suo riferimento all’incidente del mese scorso a Porto Marghera, dove due operai sono morti soffocati dopo essersi calati nella stiva di una nave mercantile satura di anidride carbonica, del rogo della Thyssenkrupp e di tutte le persone che, purtroppo, ogni giorno in Italia perdono la vita sul lavoro.

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