Aversa

Parco Pozzi: lo scempio è servito

una bottiglia di plastica usata per fumare crackAVERSA. Lo scempio è servito. Il labirinto costruito dagli “esperti” dell’amministrazione comunale nell’area dedicata ai bambini del Parco Pozzi, dopo solo pochissimi mesi di vita, è già un ricordo.

Quaranta mila euro di denaro pubblico – tanto sarebbe costato il labirinto – gettati al vento. Ma, come ebbe a prevedere prima dell’inaugurazione il presidente della Consulta per l’Ambiente Fortunato Allegro, questo lo si sapeva in partenza, perché lo stesso è stato realizzato senza prevedere un impianto di innaffiamento automatico, demandando il tutto a fantomatici giardinieri e alla clemenza delle stagioni. Anche l’area giochi è praticamente inesistente. Distrutta da atti di puro vandalismo che, fatta salva la pavimentazione mancante solo di un paio di piastrelle, hanno portato via le altalene e quanto altro era stato installato per dare la possibilità di gioco ai più piccoli cittadini di Aversa. “La colpa di questo e di tanto altro ancora è della completa assenza di vigilanza”, affermano i pensionati che abitualmente frequentano il parco dove di cose che non vanno, create ldall’assenza di sorveglianza, ce ne sono davvero tante. “Innanzitutto – continua il gruppetto di anziani – c’è la totale mancanza di servizi igienici che obbliga, chi non ce la fa più a trattenere i bisogni, ad andare dietro gli alberi”. “Ma attenzione – precisano – non è che i bagni nel parco non esistano proprio, è solo che sono collocati all’interno della palazzina della polizia municipale- che è sempre chiusa, e non si possono usare per mancanza di vigilanza”. “Poi – aggiungono – c’è lo strano comportamento degli Lsu addetti alla raccolta delle foglie che depositano foglie e spazzature nei contenitori per i rifiuti urbani disseminati nel parco, riempiendoli fino a farli traboccare”. “Non sarebbe meglio – domandano – che facessero diventare quelle foglie concime, depositandole in scavi realizzati appositamente su uno dei lati meno frequentati del parco?”. “Infine c’è la presenza dei tossicodipendenti che si fanno anche alla luce del sole e lasciano dappertutto siringhe e apparati artigianali realizzati per usare il crack, disinteressandosi della presenza di bambini. Proprio come le coppiette che si avvinghiano e fanno di tutto e di più a ogni ora del giorno. Se esistesse un minimo di sorveglianza tutto questo non sarebbe possibile”. “Se è questione di mancanza di personale comunale perché – concludono – non affidare la vigilanza del parco proprio a noi pensionati?”. Giriamo la proposta all’assessore competente.

una bottiglia di plastica usata per fumare crack

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