Aversa

Disagi al Moscati, l”Associazione Disabili critica la Molese

Carlo Zaccariello, rappresentante Co.A.Dis.AVERSA. La risposta di Antonella Molese, direttore sanitario del “San Giuseppe Moscati”, dà nuovo impulso alla polemica avviata dalla protesta della disabile Liliana Di Giorgio.

Quest’ultima, ricoverata in chirurgia generale per sub occlusione intestinale, avendo necessità, a seguito della terapia, di usare il bagno è stata trasportata dalla chirurgia, al primo piano del nosocomio, alla radiologia, collocata nel piano interrato, dove è presente un servizio igienico dedicato ai portatori di handicap. Al di là del disagio sopportato, il lungo tragitto ha avuto conseguenze umilianti per la donna che non è riuscita a trattenersi, come dichiarato dal fratello Giuseppe, medico del 118, che ha denunciato l’accaduto alla Polizia di Stato.

Antonella Molese“Affermare che la direzione sanitaria può predisporre in ogni reparto dell’ospedale e in qualsiasi momento misure idonee al ricovero e al trattamento dei diversamente abili, ma solo se viene informata, cosa che non sarebbe accaduta nel caso della Di Giorgio, è una offesa all’intelligenza” dice Carlo Zaccariello, rappresentante dei disabili su sedia a rotelle nel Coordinamento Aversano Disabili (Co.A.Dis.), associazione che riunisce i portatori di handicap della città. “Perché –continua – dopo la pubblicità data al problema la dottoressa Molese comunque non ha provveduto a trasferire Liliana in un reparto dotato di servizi igienici per disabili, se al Moscati esiste davvero un reparto dotato di servizi a noi dedicati”. “Personalmente non credo ne esistano. E comunque è certo – osserva Zaccariello – che nei vari reparti dell’ospedale, fatta salva la radiologia, mentre esistono servizi igienici per visitatori normodotati, non ne esistono per visitatori diversamente abili. Evidentemente la dottoressa Molese non pensa che anche un visitatore disabile possa essere colpito da un bisogno fisiologico urgente e impellente. Però succede. E se succede mi piacerebbe sapere dove potrebbe assolvere al bisogno impellente uno di noi che va a fare vista ad un parente o a una amica, come Liliana, ricoverata? ”. “La Molese non crede – domanda Zaccariello – che anche questo sia un problema la cui soluzione spetta al direttore sanitario dell’ospedale che, a mio parere, dovrebbe comportarsi almeno come il gestore di un locale pubblico al quale la legge fa obbligo di garantire servizi igienici per disabili se intende tenere aperto il locale?”. “Perché – conclude l’esponente del CoADis – un bar sprovvisto di questo tipo di bagno non può avere l’agibilità mentre un ospedale può averla? La legge non è forse uguale per tutti o i disabili servono solo ai politici per creare assessorati, ministeri e ottenere finanziamenti?”.

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