Aversa

De Rosa: “E’ vergognoso che non si riesca a creare una giunta”

Luca De RosaAVERSA. “La maggioranza consiliare di Ciaramella uscita dalle urne era già molto robusta. La transumanza di consiglieri accorsi in soccorso del vincitore, in particolare dal Pd di Stabile, ha reso la stessa maggioranza addirittura bulgara.

Nell’opposizione, ridotta dai cambi di casacca a una sparuta pattuglia, solo il consigliere Domenico Rosato produce una continua ed incisiva opposizione. E’ inspiegabile ed anche indecente che tale maggioranza non sia in grado di dare alla città una giunta in grado di governarla. Eppure la crisi dei rifiuti imporrebbe ben altra responsabilità. Il sindaco in queste ore contatta persone per formare una giunta che nasconda fino alle elezioni le liti e gli appetiti di potere dei suoi. Ma come può pensare il sindaco che persone che conservano ancora un minimo di dignità possano prestarsi al ruolo di ‘scaldaposto a termine’, nell’attesa che finisca la tregua elettorale e riprenda lo sbranarsi per brandelli di potere della sua maggioranza?”.

Luca De Rosa, esponente dei Comunisti Italiani ed ex assessore della giunta Ferrara spara a zero contro la maggioranza di centrodestra che in maniera così disastrosa sta portando avanti il proprio mandato.

Perché accade tutto questo? “La politica ha da tempo abbandonato l’idea del progetto. Essa si candida alla mera gestione del potere, si offre come crocevia di interessi, di affari e di malaffare. La politica tutta, in modo indifferente rispetto anche alla coloritura politica delle maggioranze. I diritti divengono merce da vendere sul mercato dei bisogni, le istituzioni mezzo dell’affermazione del potere e della predazione delle risorse pubbliche. La testimonianza lampante sono i tanti comuni ed enti sciolti per infiltrazioni camorristiche, ma anche un Consiglio Regionale decimato dai provvedimenti della magistratura e il Presidente della Regione accusato di truffa e abuso per la questione rifiuti. Ad Aversa questo quadro generale acquisisce la coloritura della sua specifica storia sociale e culturale: una borghesia stracciona e neofeudale che per decenni ha saccheggiato la città e le sue risorse sotto la protezione della Dc, dopo la brevissima parentesi degli anni del centrosinistra che vanno dal ’94 al ’98, quando tangentopoli decapitando i gruppi dirigenti corrotti aveva aperto nuovi spazi a nuove forze sociali, ha ripreso in pieno il controllo della Città e delle sue energie, riconquistando direttamente il controllo dell’ente locale. Lo ha fatto a modo suo, speculando, predando il bene pubblico per il profitto privato, bloccando qualsiasi ipotesi di sviluppo e di progresso, perché i rapporti di dominio delle solite famiglie si conservassero anche a costo dell’arretramento generale delle condizioni del territorio”.

E’ quindi una politica senza speranze? “No, assolutamente. Negli ultimi mesi in Città molte forze sociali, soggetti ed associazioni, ceti e culture diverse dalla solita borghesia stracciona, si sono mobilitati con forza e in massa sulla questione rifiuti, per chiedere un altro modello di rapporto tra consumi e ambiente, per avviare la raccolta differenziata e mettere in moto un ciclo dei rifiuti virtuoso. Nonostante la natura del governo della città (o meglio del non governo), il Sindaco è stato costretto ad accettare questo modello. Lo ha fatto con approssimazione e demagogia certo, ma quel poco che ha fatto ha già migliorato le condizioni concrete della città ed è sicuramente solo il frutto della politica che quei cittadini hanno scelto di vivere e praticare direttamente. Ecco, è questa la via della politica, la via della partecipazione. Tutta da (ri)costruire”.

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