Sant’Arpino

Capasso: “Interesse di Savoia è trovare incarichi al fratello&quot

Ernesto CapassoSANT’ARPINO. “Davvero nella mia lunga militanza politica mai e poi mai mi era capitato di assistere a situazioni in cui un sindaco avesse tanto a cuore le sorti del proprio fratello da nominarlo in qualsiasi ente a disposizione”.

All’indomani dell’affissione del manifesto da parte di “Alleanza Democratica per Sant’Arpino” in cui è reso nota l’adesione del Comune di Sant’Arpino al CST creando i presupposti per la nomina di Carlo Savoia, interviene l’ex vicesindaco, attuale componente del gruppo di opposizione, Ernesto Capasso.

“Con grande scaltrezza egoistica, soggiogando l’intera maggioranza che non si è resa conto di nulla, Savoia è riuscito a far nominare il suo caro fratellino al ruolo di Coordinatore di Progetto della CST Terra di Lavoro, un’agenzia della Provincia finanziata coi POR regionali con un importo pari a 650mila Euro. Un incarico per nulla da disprezzare per il quale è previsto un compenso di 35.000 Euro a fronte di 200 ore di lavoro. Un nuovo incarico che si va a sommare ai già tanti affidati a Carlo Savoia, ultimo dei quali quello in seno al neonato Consorzio Farmaceutico, per il quale riceverà la bellezza di diverse decine di migliaia di. Ormai siamo all’assurdo è inconcepibile che, al di là del merito dei progetti, che possono avere anche un’indubbia valenza, che tutto venga spartito in seno alla famigerata triade composta dai fratelli Savoia e dal loro storico sodale e amico ingegner Salvatore Maisto. Ogni giorno vengono puntualmente mortificati professionisti locali dalle indubbie capacità solo perché tutto deve restare nel solito circuito. Ci sono tantissimi giovani che magari non aspettano altro che un’opportunità similare che non sono mai stati tenuti in considerazione. Evidentemente tutti noi santarpinesi dobbiamo prendere coscienza che se tanti incarichi professionali, come quelli in seno ai Consorzi GeoEco e Ce4, quelli riguardanti la formazione professionale, e gli ultimi al Consorzio Farmaceutico e al CST sono affidati sempre e comunque alla stessa persona, ci troviamo dinanzi ad un grande manager dalle competenze e dall’intelligenza fuori dal normale. Un soggetto indubbiamente eccelso, anche se ad essere onesti non sempre le sue gestioni paiono essere state delle migliori dal punto di vista manageriale. In realtà è palese che il sindaco e il suo socio non tengono in alcuna considerazione i professionisti ed i giovani santarpinesi, preferendo dividersi la torta fra di loro. E questa filosofia ha portato ad un incredibile impoverimento del tessuto sociale nostrano con l’emigrazione di tantissime professionalità locali, sia nell’ambito industriale e imprenditoriale che nel mondo delle professioni. Le risorse umane presenti in paese, a differenza di quello che accade in tutti gli altri comuni, non sono state mai prese in alcuna considerazione e per questo sono costrette a cercare fortune in altri lidi. Basta vedere ad esempio cosa sta accadendo alle imprese e agli artigiani locali, abbandonati al proprio destino, poiché c’è stata e c’è ancora una vera immigrazione sul nostro territorio di realtà aziendali forestiere, che non si avvalgono di personale locale. E questo solo per soddisfare la bramosia di potere, e il relativo delirio di onnipotenza, della già citata triade. E’ necessario invertire a 360° gradi la rotta. Sarà priorità di ‘Alleanza Democratica per Sant’Arpino’ una volta al governo del paese attuare una strategia tesa alla valorizzazione delle risorse umane locali al fine di favorire un rilancio dell’economia e quindi anche dell’occupazione. Tutti dovranno vedere riconosciute le proprie capacità e professionalità. Dobbiamo tendere al benessere di tutti e non più a quello del re e dei suoi accoliti. Al neo consigliere esterno tanto vicino e allineato all’attuale giunta chiedo di fare un’analisi razionale, basandola sulla sua lunga e qualificata militanza politica, di quanto sta accadendo domandogli se a suo avviso è giusto che le opportunità vegano concesse sempre alle solite persone, oppure sarebbe preferibile dividerle fra quanti possono vantare un’analoga, se non superiore, professionalità?”.

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