Italia

Veltroni: “L”Italia è già in piedi”. E meno male

Walter VeltroniNutro una grande stima nei confronti di Walter Veltroni, ma le parole espresse a Spello mi hanno lasciato esterrefatto: “L’Italia è già in piedi”. Evidentemente è una considerazione tutta personale quella del segretario del Pd, dato che i cittadini non sono spinti da questo ottimismo.

Gli italiani sono, scusatemi, con il sedere a terra, gli indumenti si sono consumati sull’asfalto ruvido, ed avvertono i primi sintomi di bruciore. Come si può dire che l’Italia è in piedi se non si riesce più a vivere, e si è arrivati al punto di limitare anche il cibo? Un”altra considerazione: la si smetta col dire di rappresentare “il nuovo”.

Il Pd mi sembra mio nonno con il vestito nuovo addosso, e il Pdl sembra il festeggiamento del cinquantesimo anniversario di matrimonio, dove gli sposi sono sempre gli stessi e gli invitati pure. Di nuovo c’è ben poco, sia politicamente che in termini di uomini. Non è una considerazione mia personale, è l’opinione di tanti cittadini stanchi della politica italiana. In questi giorni per le strade non si avverte l’entusiasmo dei tempi delle campagne elettorali, c’è il più totale disinteresse da parte dei cittadini, l’unica osservazione che fanno: “…non cambierà mai nulla”. Ormai si fa sempre più concreta l’ipotesi che molti cittadini diserteranno le urne. “Non andrò a votare mi hanno rotto”. Questo mi sento rispondere dalla gente. Ed hanno ragione, perché continuano a sentire le solite promesse, fatte per decenni e mai realizzate. In Italia ci sono enormi difficoltà economiche, non si riesce a pagare più la luce, l’acqua, il telefono, l’affitto, il mutuo, il gas, il bollo auto, le assicurazioni ecc. Anche il cibo viene razionato poiché i prezzi aumentavano con il governo Berlusconi e sono continuati ad aumentare con il governo Prodi. Tra le tante difficoltà: sempre più cittadini sono oppressi dalla società legalizzata dallo Stato Equitalia, per le tante richieste di ingiunzioni di pagamenti che arrivano al cittadino, senza considerare che lo stesso cittadino non è più in condizione di pagare, poiché con 1200 euro al mese a malapena compri qualcosa da mangiar.. Purtroppo, cosi facendo, si ritrovano con tante prescrizioni di pagamento sulle spalle. Ciò comporta un ricorso alla banche per chiedere un prestito per evitare ulteriori dispiaceri. Questa è “l’Italia che sta già in piedi”, figuriamoci se dovevamo rialzarci! Oltretutto, l’Europa ci chiede di non abbassare le tasse e puntare soltanto sul risanamento. In questo momento in Italia è in atto una grave crisi industriale, le commesse sono diminuite. Se le industrie vanno in difficoltà gli operai verranno licenziati, le piccole e medie imprese chiuderanno ancor prima delle grandi, mettendo in strada altri lavoratori. Se il lavoro è precario, se le industrie sono in crisi di commesse, se le famiglie non riescono nemmeno a mangiare, mi sa spiegare l’Europa chi deve pagare le tasse? Non voglio essere disfattista, ma la situazione non è quella che si vuole far credere, c’è molta sofferenza in giro e della campagna elettorale la gente se ne infischia perché, scusatemi ancora, il bruciore al sedere inizia ad aumentare sempre di più.

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