Italia

Strage Erba, settima udienza del processo

Carlo CastagnaCOMO. Si è tenuta stamattina, al Tribunale di Como, la settima udienza del processo per la strage di Erba i cui unici indagati sono Olindo Romano e Rosa Bazzi.

L’udienza è iniziata verso le nove con le testimonianze di Carlo Castagna che nell’eccidio ha perso moglie, figlia e nipote. La sua deposizione è piena di dolore nel ricordare la sera dell’11 dicembre: “Quella sera incrociai lo sguardo di Olindo Romano, era come se mi dicesse: “proprio a lei, mi dispiace”. Azouz MarzoukErano occhi tranquilli, sereni. Arrivai in via Diaz poco dopo le 22 e mi dissero che c”era stato un incendio e la casa era pericolante. Poi si avvicinòil luogotenente Luciano Gallorini e mi chiese dove era mio genero. Gli risposi che era in Tunisia”. In quel frangente di tempo Carlo Castagna si rende conto di ciò che è successo ed a quel punto avvisa i suoi figli. “E mentre cercavo di capire come potesse essere successa una cosa del genere – ha continuato Castagna – incrociai un pullover color salmone, era indossato da Olindo. I miei occhi fissarono i suoi per un secondo e mezzo… e pensai che non li avevo mai visti così sereni”. Castagna ha dichiarato di aver pensato ai coniugi Romano qualche giorno dopo, ipotizzandoli come i possibili assassini: “Mi ritrovai a pensare se fossero loro i colpevoli e quella sera feci fatica a prendere sonno. Ebbi quasi un senso di presagio”.

Carlo Castagna continua nella sua testimonianza parlando delle liti dei Romano con sua figlia Raffaella e dei modi incivili con cui Olindo e Rosa trattassero soprattutto il piccolo Youssef additandolo come: “figlio di p….”. Il padre di Raffaella spiega anche la loro costante paura di fare rumore tanto che inizialmente avevano posizionato tappeti per tutto l’appartamentoper poi, nel giugno 2006, ricoprire il pavimento con una pedana di sughero, alta nove centimetri, per attutire i rumori. La seduta è stata sospesa, a causa di una lite intercorsa tra i legali della difesa e dell’accusa, per riprendere questo pomeriggio con la deposizione di Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna e padre di Youssef. Il tunisino è arrivato a Como, a bordo di un cellulare della polizia penitenziaria, dal carcere di Vigevano dove è detenuto per spaccio di droga. Anche Azouz parla dei difficili rapporti che la moglie aveva con i coniugi Romano, iniziati con insulti verbali per poi sfociare in liti violente: “Si inventavano i rumori. Una volta ci svegliarono alle due di notte, non c”era nessun rumore. Ebbi contrasti diretti con loro non appena mi sono trasferito a convivere con mia moglie. Non c”era un buon rapporto, mia moglie diceva soprattutto per i rumori. – e continua – Ebbi un incontro diretto mentre rientravamo dopo la spesa, vidi la Bazzi che schiaffeggiava mia moglie. Sono intervenuto e il signor Romano è intervenuto per difendere sua moglie. Con me non accadde più – ha concluso – con mia moglie sì, mi disse che era stata menata da tutti e due e che dovette andare al pronto soccorso”. Marzouk ha accennato anche ad alcune offese razziste mosse da Olindo e Rosa nei confronti suoi e di suo figlio nonché di minacce rivolte a sua suocera Paola Galli. “Raffaella voleva lasciar perdere – spiega Azouz riferendosi alle denunce mosse dalla moglie ai vicini di casa – poi c”è stato un altro battibecco con i Romano ed aveva deciso di non ritirare la denuncia ed andare avanti”. La prossima udienza è prevista per il 26 febbraio dove sarà chiamato a testimoniare l’unico sopravvissuto alla strage Mario Frigerio. Questa udienza è stata definita dall’assise “cruciale” poiché Frigerio rappresenta il testimone chiave per il processo.

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