Italia

Ritrovati in un pozzo i resti dei fratellini Pappalardi

i fratellini PappalardiGRAVINA IN PUGLIA (Bari). A due anni dalla loro scomparsa, nel giugno 2006, sono stati ritrovati in un pozzo i resti dei due fratellini Francesco e Salvatore Pappalardi.

La scoperta è avvenuta per caso. Un ragazzino di 13 anni è caduto nel pozzo, profondo venti metri, all’interno di un casolare abbandonato, non lontano dal centro storico del paese, nei pressi di una pinetina vicino alla stazione ferroviaria. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, avvertiti dai compagni del ragazzino che con lui stavano giocando nel casolare. Il 13enne è stato recuperato dopo due ore con non poche difficoltà, viste le dimensioni ridotte dello scavo e le condizioni del bambino, che si è fratturato le gambe ed ha sofferto di ipotermia, senza però perdere mai coscienza. I vigili del fuoco hanno poi notato nella cisterna ai piedi del pozzo, giocare. Oggi il ragazzino è caduto dal terzo piano nel pozzo che termina nella cisterna una volta usata per raccogliere l’acqua e distribuirla attraverso un sistema di carrucole ai pieni superiori, dei resti umani. Uno dei due cadaveri mummificato indossava ancora un paio di pantaloni bianchi mentre l’altro una maglietta arancione. Un abbigliamento del tutto simile a quello indossato dai fratellini il giorno della scomparsa. Per il questore di Bari, Carlo Maria Speranza, non ci sono dubbi: “Per le condizioni dei corpi e per il tempo trascorso riteniamo che i resti umani trovati nel pozzo siano quelli di Francesco e Salvatore”. Le ossa dei fratellini saranno recuperate nella giornata di martedì ed esaminate dai carabinieri del Ris, i quali, attraverso l’esame del Dna verificheranno non solo definitivamente l’identità delle vittime ma anche come Francesco e Salvatore sono caduti nel pozzo: se accidentalmente, come è accaduto al 13enne salvato, oppure scaraventati, forse già morti, da qualcuno che volevano occultarne i cadaveri. Della loro scomparsa e morte, ricordiamo, è indagato il padre Filippo Pappalardi, autotrasportatore di Gravina, in carcere dal novembre scorso con l’accusa di duplice omicidio ed occultamento di cadaveri. L’ipotesi è che l’uomo, che si professa innocente, avrebbe ucciso i figli perché troppo “disobbedienti”. Di recente è stato trasferito dal carcere di Bari a quello di Velletri poiché c’era il sospetto che alcuni detenuti volessero fargliela pagare.

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