Italia

Rignano Flaminio, alunna parla di una “villa dei mostri”

La scuola RIGNANO FLAMINIO (Roma). Continuano le deposizioni davanti al pm Elvira Tamburelli dei bambini della scuola “Olga Rovere” di Rignano Flaminio.

Finora dodici dei diciannove minorenni sono già stati ascoltati dall’equipe di neuropsichiatri che dovrà stabilire se possono essere interrogati dal magistrato.

Di questi, tre sono già stati interrogati, tre sono stati considerati inidonei a rendere testimonianza e sei saranno sentiti questo mese dal gip Tamburelli, alla presenza del pm Marco Mansi e dei legali degli indagati e delle parti civili. Stamattina i pm hanno ascoltato la testimonianza di una bambina di cinque anni che ha raccontato loro di essere stata portata in due case vicine, una tutta bianca e un’altra con stanze rosse e molti peluches. La bimba ha parlato anche di una “villa dei mostri” in cui ha visto “uomini nudi con il cappuccio” e ha spiegato di aver sentito “dolore al sederino dopo i brutti giochi”. Ricordiamo che nell”inchiesta giudiziaria sono coinvolti le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Assunta Pisani, l”autore tv Gianfranco Scancarello, la bidella Cristina Lunerti ed il benzinaio cingalese Khelim De Silva. In seguito alla deposizione della minorenne le parti civili hanno parlato di testimonianza scioccante: “La bambina è stata precisa. Ha parlato di alcuni indagati, anche se non tutti collocati con precisione, dei percorsi fatti per uscire dalla scuola, di case e di giochi. Insomma, ha fatto riferimento a particolari già emersi dalle indagini”. Diversa la posizione della difesa; infatti, Bruno Naso, avvocato della maestra Silvana Magalotti ha dichiarato: “C”é un problema di attendibilità. A mio parere la bimba ha recitato a soggetto”. D’accordo con Naso anche Francesca Coppi, difensore dei coniugi Scancarello-Del Meglio: “Quelli della minore sono racconti di fantasia, illogici e inverosimili. Come si può pensare che una maestra prelevi da una classe una ragazzina per sottoporla ad una violenza di gruppo per poi riaccompagnarla a scuola come se nulla fosse? Possibile che la piccola non ne abbia parlato subito con i genitori?”.

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