Italia

Rifiuti, Bassolino rinviato a giudizio. Risulta “nullatenente”

Antonio Bassolino NAPOLI. Il governatore Antonio Bassolino rinviato a giudizio, assieme agli altri 28 imputati, nel processo sulla gestione del ciclo dei rifiuti in Campania.

Oltre a Bassolino, sono coinvolti Pier Giorgio e Paolo Romiti, in passato responsabili del gruppo Impregilo, gli ex esponenti del commissariato di governo per l’emergenza rifiuti, Giulio Facchi, Salvatore Acampora e Raffaele Vanoli, e le società Impregilo, Fibe, Fisia Italia Impianti, Fibe Campania e Gestione Napoli. Per le società l’accusa è di illecito amministrativo. A Bassolino sono contestati i reati di truffa, frode in pubbliche forniture, falso e abuso di ufficio, che avrebbe commesso tra il 2001 e il 2004, periodo in cui ha ricoperto la carica di commissario di governo. Il processo inizierà il 14 maggio davanti alla quinta sezione del tribunale di Napoli. Stamani Roberto Fiore, il curatore speciale della Regione che fu nominato dal giudice per evitare conflitti d’interesse, ha presentato una richiesta di “sequestro conservativo” dei beni di Bassolino e di tutti gli altri imputati se fossero rinviati a giudizio per le presunte irregolarità nel ciclo di smaltimento dei rifiuti in Campania. Ora, nonostante la decisione del giudice di processare Bassolino e gli altri indagati, è emerso che molti di questi non hanno beni intestati, compreso lo stesso presidente della giunta regionale. Tuttavia, in mancanza di beni intestati, il giudice potrebbe richiedere il pignoramento di un quinto dello stipendio che percepisce il presidente.

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