Italia

Pedofilia on line: 4 arresti e 110 indagati

 CATANIA. La procura di Siracusa ha disposto l’arresto di quattro persone nel corso di una vasta operazione contro la pedofilia online e il turismo sessuale. Nell’operazione denominata “Thai” sono indagate anche altre 110 persone.

Gli investigatori del Nit (Nucleo investigativo telematico) di Siracusa hanno fermato all”aeroporto di Fiumicino un docente universitario italiano di 55 anni, appena sceso da un aereo proveniente da Bangkok. Al professore sono stati sequestrati video pedo-pornografici girati in Thailandia in cui l”uomo era uno dei protagonisti delle riprese. Gli altri tre arrestati sono un funzionario di banca di 62 anni di Imperia, un cinquantenne metalmeccanico di Brescia, un operaio di Varese ed sociologo di 51 anni di Caserta. A tutti è stato contestato il reato di divulgazione e detenzione di materiale pedopornografico in associazione per delinquere. L’operazione (ancora in corso), coordinata dal procuratore aggiunto di Siracusa Giuseppe Toscano e dai sostituti Antonio Nicastro e Anna Trinchillo, ha portato, oltre all’arresto dei quattro, anche a perquisizioni varie in tutta Italia. 110 le persone indagate: 16 sono residenti in Sicilia, 12 in Campania, 11 in Lombardia, 12 in Toscana, 11 in Emilia Romagna, 9 in Veneto, 6 in Liguria, 5 in Friuli, 5 in Calabria, 4 nel Lazio, 4 in Piemonte, 4 in Abruzzo, 4 nelle Marche, 2 in Puglia, 2 in Sardegna, 2 in Basilicata, e 1 in Trentino. Le indagini dell”operazione “Thai” sono state avviate dopo una serie di denunce dell”associazione Telefono Arcobaleno.

La Procura della Repubblica ha espresso la propria gratitudine a tutti i membri di Telefono Arcobaleno e al presidente Giovanni Arena che hanno sempre lavorato con ingegno, assoluta serietà di intenti e con spirito di dedizione e di piena e completa collaborazione con le Istituzioni. “Il pedobusiness, come descritto nel Report annuale dell’Osservatorio internazionale di Telefono Arcobaleno è un chiaro indice del terribile meccanismo economico che alimenta il circuito criminale della domanda e offerta di nuovi materiali. – ricorda Giovanni Arena – Non stupisce la connessione tra pedopornografia e turismo sessuale resa evidente oggi da questa operazione che evidenzia sempre più le caratteristiche di un business criminale sempre crescente”. “Si rende necessario – sottolinea Arena – un ruolo più forte e di coordinamento della Magistratura che permetta di andare oltre il mero perseguimento dei clienti e dei fruitori del mercato pedopornografico realizzando più ampie azioni che aggrediscano con maggiore determinazione il cuore del pedobusiness on line che permette oggi di reiterare, milioni di volte, l’orribile abuso sui quei bambini che solo per il 2% vengono identificati”.

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