Italia

Il Partito Socialista si presenta contro il “supermarket” Pd

Enrico BoselliEnrico Boselli ha ufficialmente aperto la campagna elettorale del Partito Socialista attaccando duramente il Pd.

Durante l’affollata manifestazione tenutasi ieri presso l’auditorium dell’Hotel Jolly di Roma, il leader socialista, attorniato da Gavino Angius, Bobo Craxi, Franco Grillini, Gianni De Michelis, Cinzia Dato, Alessandro Battilocchio, Pia Locatelli, Lanfranco Turci, Gianfranco Schietroma, Valdo Spini, Mauro Del Bue, Alberto Nigra e Roberto Villetti, ha dichiarato i motivi di questa scelta. “Il Partito Socialista si presenta alle elezioni del 13 aprile con il suo simbolo – ha esordito Boselli – un simbolo Laico ed Europeo che è l’espressione più coerente della Sinistra riformista. In Europa ovunque c’è un Partito Socialista, solo in Italia, secondo qualcuno, non dovrebbe esserci più. E quel qualcuno le sta provando tutte nei nostri confronti: dall’isolamento politico a quello mediatico con le Tv ed i giornali che ci boicottano e ci oscurano. Ma ciò non ci fa paura – ha sottolineato il leader socialista – perché ne abbiamo viste e passate di ben peggiori in centodieci anni di storia e di lotta in Italia. E siamo ancora qui: da socialisti, antichi e moderni come sempre, mentre gli altri sono costretti a cambiar nome e a camuffarsi. Siamo stati i primi ad aver dato voce fin dal 1892 all’Italia che lavora e che produce ed i valori a cui ci siamo sempre ispirati non si cancellano. La tutela dei diritti del mondo del lavoro, la scuola pubblica, la laicità dello Stato e l’allargamento dei diritti civili, a cominciare dalla difesa della Legge 194 sull’aborto gratuito ed assistito fino al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, sono questioni che riguardano da vicino la vita delle persone”. E proprio sulla sentita questione delle coppie di fatto, Boselli ha sottolineato: “L’Italia risulta essere ancor oggi in Europa, l’unico Paese ad essere privo di una moderna ed efficace regolamentazione giuridica ad hoc. Solo a Roma si contano oggi 60mila coppie di fatto e Walter Veltroni, come sindaco della Capitale e sotto pressione del Vaticano, ha già dimostrato la sua contrarietà ad una civile e rispettosa soluzione di questo problema: c’è dunque da aspettarsi che il suo Pd non farà nulla di diverso, anzi cercherà di occultare i temi della laicità”. Da questo passaggio sono poi partiti gli attacchi al partito di Veltroni: ”Il Pd è ormai un supermarket: in un primo momento ci aveva detto di voler andare da solo alle elezioni – ha spiegato il leader socialista – poi inaspettatamente è arrivato Di Pietro, dopo poco son giunti anche i Radicali. Noi socialisti non avevamo alcuna preclusione a stabilire un patto elettorale col PD ma ci è stato risposto che si voleva il nostro scioglimento. Ebbene, ci dispiace – ha affermato a chiare lettere Boselli – ma il nostro nome ed il nostro simbolo, tuttora storicamente accreditati e spesso vincenti in Europa, non si svendono in nome del tutto e nulla proposto dal PD. Se il Pd ci dovesse ripensare sa bene dove trovarci, noi non abbiamo chiuso le nostre porte. Di certo non si aspetti che andiamo a bussare alle sue col cappello in mano”. Quanto all’ingresso dei Radicali nel Pd il leader socialista si è augurato che “la laicità della Bonino possa prevalere sull’integralismo della Binetti”. “In ogni caso, i compagni radicali ricordino – ha poi sottolineato – che non sono stati e non saranno mai i socialisti a definirli accattoni!”, qui riferendosi a qualche polemica insorta nel Pd all’indomani dell’accordo raggiunto tra i pannelliani e Veltroni in termini di posti in Parlamento, nel Governo e di quote di finanziamenti. “Certo, non pochi – ha continuato il leader socialista – ci denigrano oggi individuandoci come dei nanetti elettorali; ebbene, può darsi che lo siamo, anche sono convinto che avremo buoni risultati, ma sappiano comunque i nostri denigratori che pur da nanetti, i socialisti hanno camminato e cammineranno sempre sulle loro spalle. La Storia insegna. E visti i sondaggi e l’aria di svolta a destra che tira in Italia abbiamo la nettissima sensazione che Veltroni non sia un candidato premier in contrapposizione a Silvio Berlusconi bensì e solo un leader che lavora per la buona affermazione del suo partito”.

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