Italia

Gravina, morte orribile per Ciccio e Tore

il padre dei due fratelliniGRAVINA DI PUGLIA (Bari). I due corpi rinvenuti all’interno del pozzo dove ieri era caduto un tredicenne sono di Ciccio e Tore Pappalardi. A confermarlo è stato il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano, uscendo dal casolare abbandonato dove sono stati ritrovati i due cadaveri mummificati.

Lo stesso procuratore dichiara: “Abbiamo la sensazione, benchè debba essere confortata con i dati tecnici, che abbiano subito un”orribile morte”. Il dottor Romano, uno dei medici dell”equipe di medicina legale del Policlinico di Bari che ha partecipato nel pomeriggio ai rilievi nel corso della rimozione delle piccole salme Già da domani daremo il via ai primi esami scientifici. Dalle radiografie capiremo se ci sono state fratture a seguito della caduta. Per tutta la notte gli operai hanno lavorato con martelli pneumatici e motoseghe per aprire un varco meno insidioso alla cisterna dove si trovavano i resti dei due fratellini. Dal 27 novembre scorso, Filippo Pappalardi è rinchiuso nel carcere di Velletri, dove recentemente è stato trasferito da quello di Bari, con l”accusa di duplice omicidio volontario e occultamento di cadaveri. Sul fronte delle indagini il questore di Bari Vincenzo Maria Speranza è stato chiaro: “Al momento c”è una persona detenuta, quindi l”impianto accusatorio è e resta quello di omicidio. Dalle indagini in mio possesso effettuate prima e dopo l”arresto di Filippo Pappalardi, la situazione non è cambiata. Aspettiamo di vedere cosa succederà adesso, dopo che il medico legale avrà effettuato l”autopsia sui corpi dei due bambini. Una cosa al momento è certa: non mi sento di escludere nulla. Nessuna ipotesi, tant”è che stiamo verificando se all”interno di questo pozzo si possa entrare anche da altri luoghi”. Parole di sconforto da parte di Rosa Carlucci, la madre di Ciccio e Tore: “Sono convinta dalle fotografie che ho visto per tutta la notte che questi corpicini in fondo al pozzo sono quelli dei miei figli. Fino a ieri sera non avevo mai perso la speranza di ritrovarli vivi, ma poi la telefonata di un giornalista mi ha fatto capire che per Ciccio e Tore ormai non c”era più nulla da fare”.

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