Italia

Camere sciolte. Rifondazione propone a Pd “accordo tecnico”

Berlusconi-ProdiROMA. Alle 12 di stamani il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sciolto le Camere: “Una scelta obbligata, – ha detto – visto che non c’erano più le condizioni per proseguire. Sono rammaricato, però, di dover chiamare gli italiani alle urne senza che la riforma elettorale sia stata approvata”.

Veltroni-BertinottiIl Capo dello Stato ha poi espresso la convinzione che “elezioni così fortemente anticipate costituiscono un’anomalia rispetto al normale succedersi delle legislature parlamentari e non senza conseguenze sulla governabilità del Paese”. Dopo aver ringraziato ha ringraziato il presidente del Senato, Franco Marini, “per l’impegno e lo scrupolo riconosciuto da tutte le forze politiche”, Napolitano ha invitato i due Poli al confronto sui temi importanti per l’Italia e alla moderazione: “Il dialogo resta un’esigenza ineludibile per il futuro del Paese. La prossima campagna elettorale si svolga in un clima rispondente all’esigenza, da molti ribadita anche in questi giorni, di maggior linearità, stabilità ed efficienza del sistema politico-istituzionale”.

Ora il Consiglio dei Ministri deciderà la data del voto, probabilmente il 13 e 14 aprile. L’esecutivo, come affermato dal dimissionario premier Romano Prodi, sembra orientato all’Election Day, ossia all’accorpamento delle politiche e delle amministrative, al fine di limitare costi e disagi per i cittadini.

Intanto, occhi puntati sulle strategie che adotteranno i due schieramenti per la campagna elettorale. Il centrodestra sarà contraddistinto dai soci storici della Cdl, Forza Italia, An, Udc e Lega, ed attende l’ingresso dell’Udeur di Mastella, che sabato mattina scioglierà la riserva in consiglio nazionale. Anche i diniani, molto probabilmente, entreranno alla corte di Berlusconi. Incerta, invece, la situazione nel centrosinistra. Il Partito democratico di Walter Veltroni (che ha annunciato le dimissioni da sindaco di Roma dopo l’approvazione del Piano regolatore della capitale) è intenzionato a correre da solo, ma dalla Sinistra-Arcobaleno (Rc, PdCi, Verdi, Sd) il segretario di Rifondazione, Franco Giordano, lancia la proposta di “accordo tecnico” con il Pd al Senato, con un candidato “garante” che corrisponde alla figura di Fausto Bertinotti: “Si individua un candidato garante, – spiega Giordano – si stila un programma minimale, molto stringato, e si dice chiaramente che l’intesa nasce come meccanismo di autodifesa dal porcellum. Poi questo candidato ‘garante’ non si elegge ma consente di presentarci insieme, ognuno con il proprio simbolo”. Per Giordano è una soluzione che converrebbe al Pd, visto che, in virtù dell’attuale legge elettorale, i veltroniani “nel migliore dei casi vincerebbero al Senato solo in Toscana, Marche, Emilia e Umbria”.

Dalla Cisl, invece, il segretario generale Raffaele Bonanni invoca una “grande coalizione”, dopo le elezioni, tra Forza Italia e Pd, ovvero tra i due maggiori partiti italiani, “per affrontare la sempre più grave situazione economica e in particolare la questione salariale”.

E, nel frattempo, Romano Prodi annuncia di non candidarsi alle prossime elezioni e di sostenere il Partito democratico e i suoi obiettivi: “Spero che questo contribuisca a rasserenare gli animi”, ha detto. Il presidente del Consiglio uscente ha poi affermato che il suo governo, fino alle elezioni, andrà fino in fondo con l”accordo con Air France per l”acquisizione di Alitalia.

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