Italia

Berlusconi ripropone lista unica del Pdl. Niente accordo Pd-Sinistra

Fini-BerlusconiROMA. Dopo alcune schermaglie che avevano lasciato intendere la decisione di correre insieme, ma ognuno con il proprio simbolo, da parte dei partiti del centrodestra, ora ritorna prepotentemente alla ribalta la lista unica del Popolo della Libertà.

La svolta è arrivata ieri quando il deputato di An Ignazio La Russa ha confermato una lista unica Forza Italia-Alleanza Nazionale. Poi Silvio Berlusconi, intervistato da Belpietro su Canale 5, ha aggiunto: “Non solo Fi e An, il progetto è aperto anche all’Udc e agli altri partiti più piccoli”. Anche la Lega, secondo Berlusconi, accoglierà il progetto del Ppl che, precisa il Cavaliere, “non rappresenta una contromossa” alla corsa solitaria decisa dal Pd. Oggi Berlusconi sentirà i leader di An e Lega, Gianfranco Fini e Umberto Bossi, per definire i dettagli dell’operazione. Il candidato premier del centrodestra ha anche parlato della riduzione dei rappresentanti del suo governo in caso di vittoria: “Ci saranno 12 ministri e il totale tra ministri, viceministri e sottosegretari dovrà arrivare a 60 unità”. Berlusconi ha anche annunciato l’intenzione di presentare un provvedimento per “dimezzare il numero dei parlamentari”. Ma dall’Udc e dalla Lega, almeno stando alle dichiarazioni dei loro vertici, non sembra che piaccia molto l’idea di correre tutti dentro al listone unico del Ppl. Il segretario dello scudocrociato, Lorenzo Cesa, afferma: “L’Udc intende rimanere nel centrodestra con una sua autonomia. Niente lista unica del Pdl, dunque, ma uno schema che prevede il collegamento elettorale e di programma, così come farà la Lega Nord”. Infatti, il leghista Roberto Maroni ritiene il Ppl “un errore”. Rocco Buttiglione, invece, è d’accordo sulla lista unica a patto che non sia allargata ai partiti più piccoli, come La Destra di Storace e Azione Sociale della Mussolini. “I fascisti no. – dice Buttiglione – Non ce l’ho con Storace, che è stato ministro con me nel governo e ha fatto una sua revisione, ma dico no a liste di destra fascista”. Entusiasta, invece, del progetto del Ppl la leader di Azione Sociale Alessandra Mussolini: “Quanto era auspicato dagli elettori di centrodestra sembrerebbe si stia concretizzando. Con la lista del Popolo delle Libertà si dimostrerebbe di saper rispondere alle esigenze di semplificazione della politica in una logica unitaria, capace di rispettare le identità di tutte le forze antagonista alla sinistra”.

Intanto, sull’altro fronte, il Pd conferma che correrà da solo e non sarà alleato con la Sinistra Arcobaleno. Tra i democratici e la “Cosa rossa” non ci saranno né accordi politici né tecnici, come è emerso dall’incontro mattutino tra Walter Veltroni e il suo vice Dario Franceschini con i leader della Sa, tra cui il segretario di Sinistra Democratica, Fabio Mussi, per il quale, a questo punto, “si si apre una sfida per il futuro: noi immaginiamo che l’Italia possa avere ancora un governo progressista, non pensiamo alle larghe intese per il futuro del Paese. Ora la sfida è sui programmi, ci si confronterà sulle questioni”. “La nostra campagna elettorale sarà sui contenuti, – aggiunge il segretario dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanionoi faremo proposte alla Zapatero, il Pd farà quelle che vuole, forse farà quelle di Montezemolo”. Sulle alleanze locali tra Pd e Sinistra, invece, non dovrebbe cambiare niente: “Decideremo caso per caso – dice Oliviero Diliberto dei Comunisti italiani – ma visto il sistema elettorale di comuni e regioni spero che l’alleanza continuerà”. E, come afferma il segretario di Rifondazione, Franco Giordano, ora non ci sono più dubbi: “La sinistra si presenterà in un’unica lista, con leader Fausto Bertinotti e con un simbolo unico, che presenteremo presto, forse già martedì”.

Alle candidature a premier di Berlusconi, Veltroni e Bertinotti nelle ultime ore si è aggiunta quella di Bruno Tabacci per la “Rosa Bianca”. Si attende la decisione di Antonio Di Pietro, che si ritrova a scegliere tre soluzioni: presentare la lista dell”Italia dei Valori con lui candidato premier, tentare un accordo con il Pd o con la Rosa Bianca.

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