Gricignano

Picchiò il vicesindaco finisce in manette

Giovanni FondinoGRICIGNANO. Era venerdì il 9 novembre del 2007 e il vicesindaco del Comune di Gricignano Di Aversa, Francesco Antonio Russo, era appena uscito dalla sala consiliare dove aveva partecipato alla discussione che affrontava la questione sicurezza. Un uomo robusto con in mano un bastone lo aspettava fuori con un complice appostato a bordo di una monovolume rossa.

Francesco Antonio RussoSi era avvicinato a lui ed aveva iniziato a colpirlo prima alle spalle, poi sul viso. Russo nel tentativo di difendersi si era fratturato il braccio sinistro. Dopo due mesi di indagini svolte con interrogatori, pedinamenti e deposizioni rese da testimoni oculari, il presunto aggressore del vicesindaco è stato arrestato dai carabinieri della locale stazione mentre risultano ancora ricercati i complici, almeno due per i carabinieri. Ieri mattina all’alba i militari, con in mano l’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip, hanno bussato alla porta di Giovanni Fondino, quarant’anni di Gricignano Di Aversa per condurlo, manette ai polsi, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. L’uomo, ora, dovrà rispondere dei reati di tentata estorsione aggravata e lesioni personali. «Ho denunciato per non subire, certo non per far finire in galera le persone», ha dichiarato ieri Russo commentando l’arresto, «ma non me la sento di dire altro, ora ci sarà l’interrogatorio quindi preferisco non parlare». Tutto era iniziato nel settembre del 2007 con una richiesta di 300 euro a Russo. Fondino avrebbe cercato di estorcere il denaro al vicesindaco con pesanti minacce e pressioni. Di fronte alla resistenza della vittima il presunto estorsore avrebbe risposto: «Te la farò vedere io». Dopo due mesi, infatti, la promessa era stata mantenuta. Il politico, però, si era recato in caserma raccontando l’accaduto alle forze dell’ordine che avevano verbalizzato la dichiarazione e rispolverato il fascicolo di Giovanni Fondino, elemento considerato dagli inquirenti vicino al clan Autiero, già pieno di precedenti penali. Vicenda conclusa, caso risolto. Nonostante le indagini che hanno portato ieri all’arresto dell’aggressore, però, sembra non essere svanita del tutto la possibilità che la richiesta estorsiva possa invece aver celato interessi della malavita locale su circuiti economici più ampi legati forse al ciclo dei rifiuti o all’edilizia in costante crescita. Su questo i militari stanno ancora indagando. Perché due importanti novità negli ultimi otto mesi hanno segnato i due campi: sul fronte rifiuti è noto come i Comuni di Gricignano e San Cipriano D’Aversa sono rientrati nel maggio scorso nel consorzio GeoEco, che subentrava ufficialmente alla Gmc Multiservizi per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Diversa la questione degli appalti con cui la camorra deve fare i conti: il Comune, infatti, ha stipulato un protocollo di legalità con la Prefettura di Caserta che riguarda appalti di lavori pubblici del valore pari o superiore a 250mila euro, o a subappalti del valore pari o superiore a 100mila euro e alle prestazioni di servizi e forniture pubbliche del valore pari o superiore a 50mila euro.

Il Mattino (MARILÙ MUSTO)

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