Caserta

Roano fuori dal direttivo dei Verdi: “Vado avanti”

Antonio Roano CASERTA. Escluso dagli organismi provinciali dei Verdi, Antonio Roano lancia strali contro l”atteggiamento delpartito e l”operato dell”amministrazione provinciale De Franciscis sul piano ambientale.

“Con l’avvento della Sinistra arcobaleno e con il Congresso Provinciale che si è tenuto sabato scorso si chiude in qualche modo l’esperienza autonoma del partito del Sole che Ride e queste mie considerazioni vogliono essere in qualche modo una analisi degli ultimi due anni di vita del partito stesso in provincia di Caserta, quando si tennero le amministrative provinciali e regionali, con qualche richiamo anche alle vicende nazionali per quanto riguarda la crisi dei rifiuti in Campania. All’epoca il partito ottenne un risultato clamoroso, tanto da conquistare dopo anni un rappresentante nell’assemblea provinciale e da sfiorare la clamorosa elezione di un deputato regionale, andato solo per un soffio a Salerno. Molti dei candidati che consentirono quel successo oggi non fanno più parte del partito e con loro si è persa gran parte dei quindicimila voti allora conquistati con impegno e coerenza. Abbiamo perso credibilità in nome di un millantato senso di responsabilità, restando in una compagine provinciale che ha calpestato tutti gli ideali enunciati nello statuto del nostro partito, ovvero pace, ambiente e diritti. Tra le colpe più grandi da attribuire a De Franciscis ed ai suoi sodali, c’è senz’altro lo scellerato protocollo d’intesa firmato da lui, dal Sindaco di Caserta Petteruti e al Commissario Bertolaso. Le indagini sulla discarica Lo Uttaro oggetto di quel protocollo, sollecitate dal Comitato Emergenza Rifiuti, hanno accertato un danno per la salute potenzialmente a duecentomila persone e prodotto dodici avvisi di garanzia, che vedevano tra i destinatari anche persone nominate o volute da De Franciscis, oltre a funzionari governativi e ai proprietari del terreno, per non parlare dell’inchiesta che vede coinvolto l’ex Direttore Generale dell’ente Provincia, egualmente nominato dal vertice provinciale. Tornando al problema dei rifiuti, non ci si è impegnati a sostenere la soluzione proposta dal Prof. De Medici, che ha individuato in Campania nel febbraio scorso alcuni siti idonei allo sversamento per tre anni dei rifiuti, lontani dai centri abitati, in terreni a base argillosa e naturalmente impermeabili; le sue conclusioni sono state comunicate a Bertolaso immediatamente e poi anche ai vari Commissari succedutisi nel frattempo, agli amministratori regionali e al Presidente Prodi, nonché ad esponenti autorevoli della opposizione di centro destra. E’ ovvio che il Partito Democratico è il primo colpevole di tali mancate scelte, ma anche il nostro partito si è reso solidalmente colpevole, sia pure per omissione. Abbiamo anche noi sulla coscienza una parte del peso di tutte quelle guerriglie urbane che si sono via via sviluppate a Serre, a Lo Uttaro di Caserta, a Pignataro, a Pianura, a Difesa Grande, a Taverna del Re, a Ferrandelle e chi più ne ha più ne metta. Inoltre nei comuni che amministriamo in provincia non mi risulta che si sia avviata una seria gestione porta a porta della raccolta dei RSU e che risultino tra i comuni ricicloni della regione. Eppure era possibile evitare l’emergenza, e comuni come Mercato San Severino ce lo insegnano. Oggi, in piena emergenza, là non si vede una carta per strada! La gestione del partito in provincia è stata poi costellata di errori, come quello dello scorso marzo quando si è insistito con il Presidente De Franciscis per scambiare l’assessorato all’urbanistica, che conteneva deleghe importanti come quella per la riqualificazione del litorale domizio, con quello all’ambiente, svuotato di contenuti, al solo scopo di permettere a Raffaele Aveta, attuale Presidente del Parco di Roccamonfina e protetto dai poteri forti, di ricoprire il ruolo assessoriale. Poiché però il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, l’opposizione del Presidente De Franciscis ha poi mandato a monte il piano, acconsentendo allo scambio ma pretendendo la permanenza della Caiola. Oggi, grazie a questo errore, la gente ci vede i tra i maggiori responsabili di questa crisi dei rifiuti nella provincia di Caserta. Nel Congresso di sabato è stata poi bocciata la mia proposta di invitare la Sinistra Arcobaleno a tenere le primarie allo scopo di mandare in parlamento persone e idee nuove, privilegiando scelte che vengono dall’alto e sottraendo la sovranità ai cittadini. Ed in questo diniego Calderoli e la sua “porcata” (ovvero le liste bloccate) non c’entravano per niente. Sarebbe questo il rinnovamento? E’ questa la democrazia? Come abbiamo fatto a far dimenticare alla gente dieci anni di sfaceli e dissesti finanziari lasciatici dalle giunte comunali e provinciali di centro destra? Lascio ai cittadini e agli elettori la risposta da fornire nelle prossime consultazioni. Io personalmente posso solo promettere ai miei concittadini e a coloro che apprezzano la mia coerenza di continuare a lottare per le cose in cui credo, senza lasciarmi condizionare da chi, per un malinteso senso di onnipotenza, cerca di intimorirmi tendendomi agguati e lasciandomi fuori dagli organismi direttivi provinciali del partito. Ad essi dico solo: la festa è finita, ma fate presto a raccogliere le ultime briciole!”.

Antonio Roano

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