Caserta

Rifiuti, la Provincia di Caserta e le occasioni perdute

 CASERTA. Stiamo vivendo l’ennesima crisi dei rifiuti e dopo anni di traguardi mai raggiunti sorge spontanea una riflessione: è stato opportuno cercare di risolvere il problema dei rifiuti in Campania puntando su poche unità di impianti di produzione di Cdr, Termovalorizzatori, Impianti di compostaggio e piattaforme ecologiche?

A distanza di anni, purtroppo, si è potuto costatare che, ora per un motivo, ora per un altro le problematiche sono diventate più complicate. Infatti, si è partiti “subito” con la costruzione degli impianti per produrre Cdr (Combustibile Derivato dai Rifiuti ) pur sapendo che i rifiuti prima di essere portati al “Cdr” dovevano essere differenziati a monte affinché gli umidi organici ed i materiali non combustibili arrivassero in misura ridotta agli stessi e ciò è possibile solo con una corretta differenziazione a monte dei Rifiuti Solidi Urbani (Rsu). Si è iniziato a produrre il Cdr che doveva essere asciutto e di composizione tale da poter essere tranquillamente stoccato come Ecoballe, per poi poter essere Termovalorizzato. Purtroppo è fallita la prima e seconda fase: No Rsu differenziati, No Cdr “Buono”; ma così poco “Buono“ che le Ecoballe a deposito rilasciano Percolato e né gli italiani né gli stranieri lo vogliono per termovalorizzarlo! Poi tenuto conto che dai “Cdr” usciva ed esce troppo Fos (Frazione Organica Stabilizzata) non sapendo come riutilizzarlo si smaltisce in discarica , così come per i residui non utili (Sovvalli). Ciò può pure essere accettato se almeno il Cdr fosse “Buono”, ma così non è stato e non è, allora perché non si fa sì che gli impianti producano vero Cdr ? Perché non li si mette sotto sequestro e si precettano le maestranze affinché, sotto il controllo delle forze dell’ordine, si riconvertano i cicli produttivi al fine di ricavare vero Cdr?. Se così fosse il Cdr potrebbe essere sicuramente termodistrutto altrove! Come si può pensare di non costruire impianti di compostaggio degli umidi e pretendere di far fare la raccolta differenziata, come si può raccogliere il differenziato se non si provvede successivamente e selezionarlo recuperando tutto ciò che è possibili riciclare come materie prime secondarie? Sono stati creati solo polmoni di sosta della “munnezza” chiamandola in tanti modi, però come ieri sempre “munnezza” rimane: oggi ce la ritroviamo dappertutto.

Anche questa volta la quasi totalità delle Amministrazioni comunali casertane non fanno altro che aspettare lo sblocco dei siti di stoccaggio e/o discariche: non si approfitta dell’occasione per far partire, in questo momento, emotivamente ideale, semplici azioni che devono tendere a due fini particolari:

1) ridurre la quantità dei rifiuti abbandonati per strada;

2) non permettere che tutti indistintamente usino i “cumuli” come sversatoi anche di rifiuti non “Urbani”. Infatti, i cumuli di spazzatura non sono più Rsu, bensì rifiuti speciali, perché vengono bruciati, perché vi si scarica di tutto e perché sicuramente gli scaltri trafficanti di rifiuti tossici e/o nocivi smaltiscono gli stessi “urbanizzandoli”. Ecco perché parlo di occasioni perdute, ora che la cittadinanza è pronta a collaborare pur di veder fare qualcosa per risolvere la crisi. E’ il caso di proporre e di fare!

La mia idea prevede queste iniziative:

1. Limitare la quantità di rifiuti abbandonati;

2. Vigilare affinché i produttori di rifiuti “No Rsu” sversino per strada la propria spazzatura;

3. Multare senza pietà chi abbandona rifiuti “umidi” senza richiuderli in sacchetti;

4. Recuperare dai cumuli tutto ciò che può essere riciclato ed a vista può essere individuato, in tal modo si limiterà anche, in caso di incendio, la presenza di materiali combustibili;

5. Disinfettare frequentemente i cumuli con sostanze non nocive per uomini ed animali domestici, al fine di controllare la crescita di cariche batteriche;

6. Incentivare l’introduzione del “compostaggio” degli “umidi” a vari livelli (domestico, condominiale, di quartiere, etc) realizzando anche piccole isole ecologiche per il compostaggio.

7. Far partire una raccolta indifferenziata del secco, facendo introdurre in apposite buste bianche trasparenti e robuste tutto ciò che può essere selezionato e riciclato: carta, cartone, plastica, legno, imballi, lattine, vetro etc.

Tali rifiuti potranno essere raccolti due volte a settimana porta a porta e depositati per future selezioni in capannoni in disuso. La rimozione dei cumuli dovrà avvenire per forza e nel frattempo si sarà “usato” il tempo in attesa della applicazione dei piani straordinari per risolvere l’emergenza.

Mi rivolgo ai Comuni ed ai cittadini affinché si faccia affidamento sulle proprie forze ed energie ,altrimenti la spazzatura veramente ci ingoierà. Iniziare ad uscire dalla crisi ambientale.

Ing. Enzo Fumo
Resp. Ecologia Associazione “Ambiente e Vita”

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