Caserta

Promettevano falsi posti di lavoro, arrestati dalla GdF

Guardia di Finanza CASERTA. Millantando credito nei confronti di politici “influenti”, avevano promesso posti di lavoro a circa 150-200 giovani, i quali, in cambio di somme di denaro, dovevano essere assunti nell’istituendo Corpo di Polizia Provinciale.

A scoprire la truffa la Guardia di Finanza di Caserta che, nell’ambito di un”indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere,ha eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare nei confronti di cinque soggetti. L’attività investigativa è iniziata nel marzo 2007 ed è stata portata a termine dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria Caserta che, oltre ai 5 destinatari delle misure cautelari personali (2 in carcere, 2 agli arresti domiciliari ed 1 obbligo di dimora presso il comune di Pignataro Maggiore) ha denunciato altre 2 persone partecipanti all’attività illecita che ha fruttato all’intera organizzazione la somma totale di circa 500mila euro. Dalla risultanze dell’attività investigativa è emerso che i soggetti coinvolti si erano accordati nel far credere alle vittime che le somme di denaro ricevute erano destinate a ripagare i favori e l’interessamento di personaggi politici “influenti”, che avrebbero favorito l’assunzione presso il Corpo di Polizia Provinciale di Caserta. Gli elementi indiziari a carico degli indagati, raccolti nel corso delle indagini svolte dalle Fiamme Gialle di Caserta, sono rappresentati innanzitutto dalle denunce e dalle dichiarazioni rese dalle decine e decine di persone offese provenienti da numerosi comuni della provincia di Caserta molte delle quali hanno riferito che, nel periodo dal settembre 2003 al dicembre 2006, erano stati contattati dai singoli indagati incaricati delle procedure di reclutamento. Gli importi richiesti dall’organizzazione, oscillanti tra i 5mila e i 15mila euro, variavano anche in funzione dell’età anagrafica e del titolo di studio degli aspiranti. Molte delle persone sentite hanno riferito anche di aver partecipato a delle riunioni nel corso delle quali i promotori della truffa si erano prodigati nell’illustrare i compiti dell’istituendo Corpo di Polizia, nel riferire i dettagli circa la foggia delle divise che sarebbero state distribuite a seguito dell’assunzione, nonché nel raccogliere i dati per il successivo rilascio del porto d’armi. Alle vittime veniva addirittura fatto firmare un contratto di assunzione con penna digitale su un computer portatile, in cui era indicato lo stipendio che sarebbe stato percepito ed alcune sono state anche accompagnate sui luoghi dove sarebbe stata edificata la struttura della caserma. Ciascuno degli “aderenti” aveva ricevuto direttamente presso la propria abitazione, a mezzo posta, una lettera, falsamente proveniente dal Presidente della Provincia di Caserta, con la quale veniva comunicato l’esito favorevole della selezione e la conseguente prossima assunzione nel Corpo della Polizia Provinciale. Di fatto, i responsabili dell’associazione criminale, nel corso del 2005, avevano giustificato il ritardo nelle procedure di effettiva istituzione della Polizia Provinciale, a seguito del cambio dell’amministrazione provinciale. Le vittime, tuttavia, erano state allo stesso modo rassicurate circa la possibilità di essere assunte nell’ambito di un altro Corpo di Polizia che sarebbe stato istituito di lì a poco, ossia quello della Polizia Amministrativa Ambientale. A conclusione delle indagini, il gip presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere in accoglimento delle richieste avanzate dal Pubblico Ministero, ha emesso nei confronti di cinque responsabili altrettante ordinanze applicative di misure cautelari personali, di cui due eseguite in carcere, due agli arresti domiciliari ed una con obbligo di dimora presso il comune di Pignataro Maggiore. I reati contestati sono: l’associazione per delinquere, il millantato credito, la falsità materiale commessa dal privato in atti pubblici, la violenza privata e la truffa.

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