Campania

Polvere simil antrace a casa di un militare americano

 CASAL DI PRINCIPE (Caserta). Allarme antrace a Casal di Principe. Scherzo di cattivo gusto o avvertimento ad uno dei massimi esponenti dell’Alleanza Nato in Italia?

Interrogativi che stanno cercando di risolvere i carabinieri della locale compagnia in collaborazione anche con i servizi statunitensi. Un episodio che ha trasformato uno stabile di via Difesa Casale in un set da film per la guerra batteriologica, con tanto di Nucleo Nucleare Batteriologico Chimico e Radiologico dei carabinieri che ha eseguito i rilievi e gli esami su di una polverina bianca che era stata notata sulle scale di un’abitazione del posto. A notare la polvere l’autista e gli uomini di scorta di un altissimo ufficiale Nato, non italiano, in servizio presso la Us Navy di Gricignano d’Aversa, residente a Casal di Principe, che nella prima mattinata di ieri si sono recati presso l’abitazione del militare per portarlo in ufficio. Immediato l’allarme, anche perché gli statunitensi, ed i militari in particolare, vivono sempre con l’incubo della guerra batteriologica dopo il fatidico 11 settembre. Tempestivo l’intervento, dapprima, dei carabinieri della locale compagnia e, successivamente, dei colleghi del nucleo speciale Nbcr, agli ordini del capo reparto Armando Grassi. L’edificio è stato isolato e tutt’intorno, in attesa dei risultati degli esami sulla polvere bianca, che sono giunti solo nel pomeriggio, si è dato vita, per precauzione, ad una zona off-limits. Un’attesa che è durata quasi cinque ore. Poi il verdetto liberatorio: si tratterebbe di comune bicarbonato di sodio o di polvere estinguente utilizzata per gli estintori. In entrambi i casi gli investigatori si chiedono come, sia che si tratti di bicarbonato, sia che si tratti di polvere estinguente, come la sostanza sia giunta sui gradini dell’abitazione dell’alto ufficiale. Ed in questo senso si chiedono se possa trattarsi di uno scherzo, che sarebbe, comunque, di cattivo gusto, o di caso fortuito. Gli stessi carabinieri, però, non escludono che la polvere possa essere stata collocata da qualcuno che potrebbe aver voluto lanciare un messaggio ben preciso al militare. Quest’ultimo, da parte sua, ha dichiarato agli investigatori di non aver mai ricevuto minacce di alcun tipo. Non è la prima volta nell’agro aversano che si vivono ore di timorosa attesa per l’allarme antrace. Un precedente caso, anch’esso non fondato, si era verificato nel 2003 presso l’ufficio postale di Aversa, quando un’impiegata aveva notato, nel corso dello smistamento della corrispondenza, della polvere bianca che fuoriusciva da una lettera.

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