Aversa

Sei mediocre? La vita ti sorriderà

mediocreAVERSA. Uno tra i principali esponenti della letteratura latina d’età augustea fu il poeta lirico e satirico Quinto Orazio Flacco. Una delle locuzioni latine più famose tratte dalle sue opere è: “Aurea mediocritas”. Letteralmente significa “un’ottimale condizione intermedia”.

Il termine “mediocritas” per Orazio non aveva il valore dispregiativo che ha nella lingua italiana la parola “mediocrità”. Orazio pensava che per raggiungere la felicità bisognasse tenersi saggiamente il più lontano possibile da ogni estremo. Per essere felici bisognava porsi in una posizione intermedia tra il vertice ed il fondo, tra il meglio ed il peggio d’ogni cosa. La parola d’ordine era il rifiuto per ogni eccesso. Questa concezione di vita s’ispirava alla filosofia di Epicuro che invitava gli uomini a godersi la vita senza abusi. Questa espressione, invece, oggi è usata in senso ironico nei confronti di quelle persone che non possiedono particolari capacità intellettuali, ma occupano ugualmente posti di responsabilità o quelle che si ritengono, presuntuosamente, tanto paghe della propria mediocrità morale e spirituale, da vantarsene. Aversa è una delle principali vittime di questo tipo di mediocri individui. Il vero simbolo della città, da alcuni anni a questa parte, non dovrebbe più essere il “Basilisco” ma la bandiera della mediocrità. Aversa pullula d’esseri mediocri. Sfido chiunque ad elencarmi i nomi d’artisti, professionisti, politici che si siano distinti per la qualità eccelsa della loro “opera omnia”. Arrivereste al massimo a tre, quattro nomi. Leopardi diceva di essere: “Stomacato e scoraggiato dalla mediocrità che n’assedia e n’affoga”. Parole sagge. Il “bello” di questa città, invece, è che meno si è persone d’ingegno, più il “successo” ti arriderà. I nostri mediocri concittadini hanno una capacità fuori del comune, per nulla mediocre in questo caso, quella di dedicarsi ad attività che per loro stessa natura richiederebbero doti non comuni d’ingegno e d’intelligenza. Negli ultimi anni abbiamo visto e sentito di tutto. Grazie ai mediocri abbiamo assistito alla lenta ed inesorabile degenerazione dell’intera società civile. Aversa si è consegnata anima e corpo nelle mani di una pletora di personaggi che eccellono solo per la loro incapacità. Ogni aspetto della vita sociale, culturale, politica, economica è dominato dall’incompetenza. Lo slogan è: “Meno capisci, meno fastidio darai, più potere avrai e più soldi guadagnerai”. In molti campi troviamo persone con il cervello in grado solo di riconoscere chi sarà il nuovo “imperatore” di fronte al quale genuflettersi. Ecco perché il mediocre ha un solo modo per realizzare i propri desideri, essere: traffichino, arrivista, intrallazzatore. Il problema è che quando i “traffichini, arrivisti, intrallazzatori mediocri” sono la maggioranza, la speranza di risollevare le sorti di una città è ridotta al lumicino. Se poi una città è chiaramente in declino, come il resto della Nazione, l’impresa diventa quasi impossibile. Per tentare di risollevare le sorti della nave che affonda, si sono aperti decine di cantieri per la realizzazione di numerose opere pubbliche (per onestà intellettuale bisogna affermare che pur modificando l’estetica cittadina, problema alquanto secondario, incidono poco sulla reale risoluzione dei problemi di viabilità, sicurezza e qualità della vita) costate milioni d’euro eppure continuiamo a vivere in una città anonima, priva d’anima, dove domina: l’abitudine, il lasciar correre, il non curarsi del passar del tempo, il menefreghismo più assoluto. Il motto di tanti mediocri cittadini è: “Lascia stare, poi si vedrà…”. “Ma chi c’è l’ho fa fare…”. Che speranze ha di sopravvivere nel consesso delle città “normali”, una comunità in preda alla mediocrità: a tutti i suoi livelli? Eppure le potenzialità le avremmo tutte. Almeno sotto il profilo turistico. Abbiamo un clima ideale per dieci mesi l’anno. Siamo a due passi dal mare e vicinissimo alle più famose aree archeologiche e città d’arte del mondo. L’offerta complessiva potrebbe essere alla pari dei centri turistici più rinomati. Inestimabili opere d’arte, un centro storico tutto da scoprire. Produzioni eno-gastronomiche (diossina permettendo) degne di nota. Vini, dolci, piatti elaborati e sana cucina casereccia, nulla mancherebbe a questa città per “catturare” l’attenzione del turismo nazionale ed internazionale, eppure qualcosa manca. La capacità (e forse la volontà) di combattere la mediocrità. Solo dei mediocri sarebbero riusciti nella clamorosa impresa di non cavare un ragno dal buco (economicamente parlando) pur avendo a disposizione un patrimonio d’arte e cultura come il nostro. Aveva proprio ragione il compositore statunitense Ned Rorem, quando affermò: “Non è il male che corre sulla terra, ma la mediocrità. Il crimine non è Nerone che suonava la lira, mentre Roma bruciava, ma il fatto che egli suonava così male…”.

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