Aversa

Rifiuti, per l’ingegner Fumo Aversa è un “esempio”

emergenza rifiutiAVERSA. La raccolta dei rifiuti solidi urbani non ha ancora trovato una soluzione. Solo interventi sporadici ed episodici, che non risolvono il problema, allentano soltanto la morsa dei rifiuti in cui è stretta la città. Eppure sembrerebbe ad Aversa siano riusciti a fare ciò che non si riesce a realizzare in altri luoghi scelti per accogliere i rifiuti.

Enzo Fumo ci spiega il fenomeno: “Penso che la Città di Aversa vada presa come esempio: rappresenta l’unica Città che senza troppi problemi e/o proteste è stata capace di gestire l’emergenza rifiuti creando (non si sa come, né da chi) siti di stoccaggio provvisori dei rifiuti lungo le principali arterie cittadine! Non ci sono problemi poiché il percolato finisce nelle fogne ed i cumuli di rifiuti riescono a contenere di tutto, non solo gli Rsu, ma anche i rifiuti prodotti da negozi, fabbriche, artigiani ed etc., non ci sono spese per la raccolta dei rifiuti e prima o poi ci sarà restituita la Tarsu”. A parte la facile ironia, l’ingegner Fumo, esperto in materia, indica una serie di priorità e di iniziative per una diversa regolamentazione nella raccolta dei rifiuti, oggi inesistente. “Innanzitutto occorre avviare una raccolta semplificata del secco indifferenziato: carta, cartone (spezzettato), vetro, imballi, plastica, lattine, barattoli metallici. Tutto da mettere in capaci e resistenti buste plastica trasparente e da ritirare porta a porta due volte a settimana. Tali buste chiuse, poiché difficilmente rilasciano percolato, possono accantonarsi in ambienti al coperto (vecchi capannoni con idoneo impianto antincendio) per poi essere trattati successivamente. Sarebbe indispensabile vietare temporaneamente la distribuzione di volantini e depliants pubblicitari (ne siamo sommersi), vigilare affinché i negozianti che sversano i residui e/o scarti di lavorazioni (verdura, frutta marcia, residui di macellazione e di pescherie ed altre sostanze organiche) sui cumuli di rifiuti senza racchiuderli in appositi sacchetti per l’umido, vengano multati, vigilare affinché gli esercenti di tutte le attività commerciali, artigianali, imprenditoriali non usino gli attuali siti di stoccaggio per sversare quantità spropositate di rifiuti non assimilabili a quelli urbani, sanzionandoli se non si adeguano alla differenziazione ed infine incentivare il compostaggio ‘domestico’ e ‘condominiale’, per alcune attività del commercio e/o della ristorazione dei rifiuti umidi : esistono ‘compostatori’ per tutte le necessità. Il Comune potrebbe fornirli a chi ne faccia richiesta”. Per evitare, inoltre, ulteriori danni dalla presenza in strada di enormi quantità di rifiuti, Fumo suggerisce di “spargere frequentemente sui cumuli di rifiuti sostanze chimiche, non nocive per l’uomo, in grado di abbattere temporaneamente la carica batterica che da essi si sviluppa” e di “promuovere un recupero dai cumuli di tutto ciò che a vista può essere individuato: carta, cartone, vetro, lattine, plastica e imballi. Ciò al fine di ridurre la quantità di rifiuti e di diminuire la possibilità che i rifiuti possano essere una buona fonte di combustibile per provocare incendi. Per fare ciò – conclude Fumo – non credo siano necessari fondi e somme stratosferiche , visto che non si effettua la raccolta dei rifiuti . In fin dei conti, occorre fornire buste trasparenti e nere; attivare un servizio porta a porta dell’indifferenziato e prendere in fitto un capannone per stoccarlo temporaneamente; individuare un’area per i sacchetti di ‘umido’, basta trovare una piazza non ancora ‘riqualificata’ ed attendere di poter collocare in discarica le buste”.

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